PISTOIA - Materiali, chimica e plastica trascinano la crescita oltre il dato regionale e nazionale la produzione industriale pistoiese nel secondo semestre dell’anno. E’ il quadro che emerge dal rapporto del Centro studi di Confindustria Toscana Nord.
Se complessivamente nell’area delle tre provincie di Lucca, Pistoia e Prato si ha una media sostanzialmente stabile, la crescita è dello 0,3%, a Pistoia è del + 2,4%, distinguendosi rispetto agli altri due territori, in quella di Prato infatti si è osservato un calo dell’1,9%, mentre in quella di Lucca il dato è positivo dello 0.6%.
Una situazione nella realtà pistoiese definita di stabilità, con una frenata del mercato interno e un aumento del 3,5% della domanda estera.
In provincia di Pistoia la crescita produttiva non ha riguardato solo i settori materiali, chimica e plastica dove il balzo è stato dei più 14,6%; positiva è stato anche l’andamento del tessile, con una crescita di oltre il 5% e del metalmeccanico che ha registrato un più 3,4%.
Risultati positivi che, commenta il vice presidente di Confindustria Toscana Nord Massimo Capecchi, sono determinati “sostanzialmente dall’andamento di alcune specifiche aziende piuttosto che a una crescita settoriale diffusa”.
Un lieve aumento si rileva anche per quanto riguarda la produzione di trasformazioni alimentari, comparto che secondo le previsioni potrebbe avere una crescita più consistente.
Non tutto è però positivo. Sono infatti in flessione le produzioni dei comparti del cuoio e delle calzature, di oltre 5 punti, del mobile che cala di oltre il 3% e dell’abbigliamento, anche questo in flessione di quasi il 3%.
Risultati definiti come preoccupanti, in quanto comparti radicati in specifiche aree del territorio. Secondo l’associazione è il momento di prevedere mirate politiche pubbliche di sostegno.
Complessivamente, ha commentato la presidente Fabia Romagnoli, lo scenario non è rassicurante, scarse sono le prospettive di cambiamento positivo anche per il trimestre in corso.
Per Confindustria Toscana Nord pesano i costi energetici, l’incertezza internazionale e una politica industriale europea giudicata poco incisiva. In questo contesto, la performance di Pistoia rappresenta comunque una nota positiva, pur segnata da squilibri interni che restano da affrontare.
La produzione industriale torna a crescere
15






