PADULE DI FUCECCHIO - Sono ormai giunti all’80% i lavori di manutenzione e riassetto idraulico condotti dal Consorzio di Bonifica nell’area del Padule di Fucecchio, la più estesa zona umida interna d’Italia.
Un piano di interventi mirato, per un investimento complessivo di circa 400.000 euro, suddiviso tra i 150.000 euro destinati al cratere palustre e all’area protetta con la perizia VN9 e i 250.000 euro per le aree contigue di Pescia, Monsummano, Montecatini e Vincio di Stabbia, pensato per coniugare la prevenzione del rischio idraulico alla conservazione di un habitat naturale di pregio.
I cantieri, avviati ai primi di agosto sulle fasce di gronda e allargati dal 10 agosto alle riserve naturali in stretta osservanza del calendario dettato dalla Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) regionale a tutela della fauna, si concluderanno a metà settembre.
Tra le opere cardine già portate a termine ci sono lo scavo e l’ampliamento di sezione sul Canale del Capannone al ponte di Salanova; interventi di ricalibratura hanno interessato anche i rami di congiunzione cruciali per la regimazione della conca, come il Fosso del Capitolo, la Nievolina e il Canaletto, dove si è liberata la calla che permette l’afflusso d’acqua alla riserva naturale, mentre presso l’Osservatorio Righetti sono in corso i ripristini in legno di passerelle e capanni per garantire la sicurezza delle visite guidate.
Un lavoro capillare che prepara i corsi d’acqua alla stagione invernale, riaprendo il dibattito sull’opportunità di ampliare, a livello normativo regionale, le attuali finestre temporali per gli interventi.






