PESCIA - Un bilancio di dieci anni di sfide, ma soprattutto un appello urgente per salvaguardare il tessuto produttivo. All’assemblea di Confindustria Toscana Nord, svoltasi allo stabilimento Verallia di Pescia in occasione del decennale dalla fusione dei poli di Lucca, Pistoia e Prato, la presidente Fabia Romagnoli ha tracciato la rotta per il prossimo decennio:
Al centro del dibattito, il peso insostenibile dei costi energetici per i comparti energivori del territorio, dal cartario al tessile fino al vetro. Tra il 2024 e le stime per il 2026, la bolletta aggregata per le industrie delle tre province è lievitata da 890 milioni a quasi 1,1 miliardi di euro.
Sul fronte dell’innovazione, l’associazione evidenzia la necessità di accelerare sull’adozione dell’intelligenza artificiale per colmare il ritardo rispetto agli standard europei, puntando sull’aggregazione delle piccole e medie imprese.
A questo si unisce la richiesta di un confronto continuativo con le istituzioni per tutelare una filiera manifatturiera che genera oltre 14 miliardi di euro di valore aggiunto sul territorio






