PESCIA - “Non possiamo tacere e la prima cosa da fare è denunciare il male e metterci dalla parte delle vittime, di coloro che subiscono atrocità”.
Così il vescovo Augusto Mascagna, in un messaggio dopo la diffusione della notizia della tortura e violenza sessuale di una 20enne avvenuta a Pescia da parte di un uomo di 38enne, adesso in carcere.
“A nome di tutta la comunità diocesana, desidero far giungere alla giovane vittima e alla sua famiglia la nostra vicinanza”, ha scritto il Vescovo.
“Nessun pretesto, nessuna logica di possesso o sopraffazione può mai giustificare la violenza che rappresenta sempre una sconfitta e un’offesa grave alla dignità della persona”.
Condannando fermamente ogni forma di abuso, il Vescovo che ha parlato di una violenza che inorridisce e ferisce una intera comunità e ha sottolineato la priorità dell’educazione al rispetto della donna e alla cura dell’altro, “per estirpare alla radice le logiche di violenza che ancora imbruttiscono la nostra società”.
Intanto sul fatto emergono altri dettagli.
L’episodio risale alla vigilia di Ferragosto, il 14 agosto scorso, e sarebbe avvenuto in pieno giorno nella frazione pesciatina di San Lorenzo, sulle rive del fiume Pescia, dopo che i due, secondo quanto raccontato dalla donna, si sarebbero conosciuti in un locale di Montecatini.
Fuggito, dopo essere stato sorpreso da alcuni passanti mentre torturava la giovane, è stato individuato dal personale del commissariato di Pescia e il 19 settembre la Procura di Pistoia ha richiesto la sua custodia cautelare in carcere, dove tuttora si trova.
Il 21 settembre scorso vi è stato poi l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Jacqueline Monica Magi, dove l’uomo avrebbe risposto a tutte le domande della gip. La sua legale, l’avvocata Paola Citi di Pistoia, nel sottolineare il pieno rispetto della vittima, spiega che saranno svolte anche indagini difensive per permettere di far luce su quanto accaduto.
Tortura e violenza, la denuncia del vescovo
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