FIRENZE - Al Teatro Niccolini di Firenze, un tesoro ritrovato nel cuore del capoluogo toscano, è arrivata una star di Hollywood: Jim Belushi. Oltre sessanta film e diverse serie televisive, ma soprattutto quel patrimonio genetico fatto di blues che lo lega al fratello John, icona indiscussa di un genere portato alla ribalta da “The Blues Brothers”.
Una serata per i fan, ma anche un viaggio fatto di aneddoti, musica e ironia. Il punto di partenza è Chicago, capitale del blues e città che ha dato ai fratelli Belushi quel groove che li ha portati lontano. John si è fermato troppo presto; Jim ha raccolto l’eredità del fratello nei Blues Brothers, accanto a Dan Aykroyd
Poi il cinema: da Oliver Stone a Woody Allen e David Lynch. E c’è anche l’Italia, con il ricordo di “Dimenticare Palermo”, il film di Francesco Rosi del 1990
La serata è iniziata in pieno stile blues: una band sul palco e l’ingresso dalla platea di Jim Belushi con la sua immancabile armonica, già protagonista in “La vita secondo Jim”, la sitcom degli anni Novanta che aveva come colonna sonora il blues della sua band.
Sul palco Belushi si è scatenato, omaggiando Jake Blues e coinvolgendo il pubblico con la comicità fisica tipica dei Belushi. Un blues gioioso: di questi tempi, nemmeno il blues è più come prima






