PISTOIA - Non soltanto uno spazio per scoprire la tecnologia, ma un’occasione per discutere di come si vuole vivere, studiare e partecipare alla vita della propria città. Nei tre giorni di Civitek, alla Cattedrale di Pistoia, il confronto con i giovani ha portato a un risultato concreto: un manifesto per le politiche giovanili, presentato nella giornata conclusiva e consegnato all’amministrazione comunale.
Dietro il documento ci sono le esperienze, le domande e le proposte dei ragazzi. Il lavoro ai tavoli si è concentrato su quattro temi: educare, partecipare, prendersi cura e costruire il futuro. Un confronto che ha messo al centro la scuola, le relazioni, il bisogno di essere ascoltati e la possibilità di avere un peso nelle decisioni pubbliche.
Dai tavoli sono nate richieste che riguardano la vita di tutti i giorni: spazi da frequentare e sentire propri, più attenzione alle relazioni, strumenti per orientarsi nel mondo digitale. E anche la libertà di provare una strada, cambiare idea, commettere un errore senza sentirsi per questo un fallimento. Sono alcuni dei punti raccolti negli otto principi del manifesto.
Il documento è stato consegnato al sindaco Giovanni Capecchi. Un passaggio che affida al Comune il seguito di questo lavoro: dare continuità all’ascolto e trovare modalità di partecipazione nelle quali siano gli stessi giovani a riconoscersi.
Civitek si chiude dunque con qualcosa che resta oltre il festival: un documento sul quale misurare i prossimi passi. Perché il punto, adesso, non è soltanto chiedere ai giovani come immaginano il futuro, ma dare spazio alle loro idee nelle decisioni che lo costruiscono.






