PISTOIA - La lectio magistralis di Aldo Cazzullo sulle figure di San Francesco e Dante, in una esplorazione sulle radici dell’identità italiana, ha aperto al Manzoni l’anno in cui Pistoia è capitale italiana del libro.
Il teatro cittadino ha fatto fatica a contenere le tantissime persone arrivate per partecipare a quello che è stato il primo dei circa mille e cinquecento eventi nei quali si snoderà il 2026 di Pistoia che ha ereditato il titolo dalla laziale Subiaco.
Un anno importante per la città che muove i primi passa da capitale nel segno dell’avventura del leggere e del coraggio di costruire il futuro, come spiegato nel dossier che ha permesso a Pistoia di ottenere l’importante riconoscimento.
Un titolo, quello di capitale del libro, che arriva nove anni dopo quello in cui Pistoia è stata capitale italiana della cultura.
Della figura del poverello d’Assisi, cui Cazzullo ha dedicato il suo ultimo libro, questi ne ha ripercorso la vita, così come l’essere il ‘primo italiano’ che ha parlato alla gente nella lingua del popolo, parallelo con Alighieri, il padre della lingua e dell’idea stessa di Italia, mettendone a confronto anche la diversa visione dell’uomo.








