PONTE BUGGIANESE - In Toscana si consuma un paradosso economico e sociale che tocca direttamente le tasche dei contribuenti. Nonostante il consolidamento di Alia Servizi Ambientali — nata dalla fusione di realtà storiche come Quadrifoglio, ASM Prato, Publiambiente e CIS — e la piena operatività di impianti strategici come il biodigestore di Montespertoli e le partnership con Peccioli, le tariffe TARI non accennano a diminuire. Al contrario, l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO Toscana Centro ha già riconosciuto maggiori costi per l’infraperiodo 2023-2025, preannunciando nuovi rincari nelle bollette.
A riportare d’attualità il tema del caro rifiuti è il sindaco di Ponte Buggianese Nicola Tesi.
La questione sollevata è di natura etica e gestionale: una multiutility, per definizione, dovrebbe bilanciare la generazione di utili con l’erogazione di tariffe eque. Attualmente, però, il sistema sembra premiare i grandi soci (come Firenze, Prato e Pistoia) con dividendi milionari, lasciando ai piccoli comuni e ai cittadini l’onere di coprire inefficienze e investimenti.
L’appello che emerge dalle amministrazioni locali è un richiamo alla responsabilità per chi siede nelle “stanze dei bottoni” del Consiglio di Amministrazione di Alia e dell’ATO. La critica è netta: non è più sostenibile che la politica si limiti a incassare dividendi senza imporre all’azienda un piano di efficientamento dei costi.








