PESCIA - La sequenza di aggressioni registrata all’Ospedale Ss. Cosmo e Damiano di Pescia non può più essere derubricata a una serie di incidenti fortuiti.
La violenza, ha assunto connotati di ferocia e vandalismo che minacciano non solo l’integrità fisica dei sanitari, ma la tenuta stessa del servizio pubblico in Valdinievole.
La ricostruzione degli ultimi mesi delinea un quadro di estrema gravità. Il 5 gennaio 2025, una giovane di 22 anni con “doppia diagnosi” e fragilità cognitiva ha aggredito il personale. Ancora più brutale l’episodio del 15 marzo, protagonista un 19enne ucraino in stato di forte alterazione. Il giovane ha svuotato estintori e infranto vetrate. Ancora il 25 agosto un accompagnatore ha aggredito verbalmente e fisicamente quattro operatori. Il 2026 non è cominciato meglio. Il 13 gennaio un uomo bielorusso di 40 anni è stato arrestato dai Carabinieri dopo essersi introdotto abusivamente nel reparto di chirurgia, devastando gli arredi e facendo razzie di materiale sanitario
Una delle note dolenti è il numero di operatori impegnati all’interno del pronto soccorso nei vari turni giornalieri: 9 la mattina, fra medici, infermieri e oss; 8 nel pomeriggio. La notte 4 infermieri, 3 oss e 2 medici.
Personale non sufficiente a gestire appieno il servizio anche in virtù dell’introduzione di nuovi servizi senza un piano di assunzioni dedicato.
L’esempio più eclatante a Pescia è l’Area Medica di Ammissione (AMA). Progettata teoricamente per alleggerire il Pronto Soccorso gestendo pazienti non acuti, l’AMA ha finito per tradire la sua missione originaria. Il servizio viene infatti gestito a “iso-risorse”, ovvero utilizzando lo stesso personale già impegnato nell’emergenza. Al momento l’ospedale è presidiato da personale di guardia, 1 agente di giorno e 1 di notte.
I sindacati, cgil e cisl, da tempo chiedono un rafforzamento della sicurezza con l’impiego di un numero di guardie superiori e la reintroduzione di un presidio fisso di polizia all’interno dell’ospedale








