BASKET A2 - Decima sconfitta consecutiva per l’Estra Pistoia, travolta anche al PalaDozza: 81-61 contro la Fortitudo Bologna. Una partita che dura pochi minuti, poi il vuoto. Più fame, più ordine e più cattiveria dei bolognesi contro una Pistoia fragile e arrendevole.
Nessun segnale di crescita, anzi: in trasferta si certificano nuovi passi indietro dopo Cremona e Bologna. Questa non è una squadra, e soprattutto non è più un gruppo. Il clima interno non ha più nulla di familiare: è freddo, disgregato, lontano anni luce dallo spirito che ha sempre contraddistinto Pistoia.
Le responsabilità affondano nelle scelte dirigenziali, che hanno prodotto un roster senza identità e senza anima. A pagare, però, sono sempre gli stessi: dopo Tommaso Della Rosa, ora anche Jazz Johnson, simbolo di una passione forse fuori tempo massimo, dell’illusione di poter rivivere una Pistoia che oggi non esiste più.
Il presidente americano resta una presenza solo virtuale, distante da una realtà che sembra non conoscere. La società è sotto accusa più della squadra, ma dai dirigenti continuano a non arrivare ammissioni di colpa.
E mentre il silenzio pesa più delle sconfitte, la classifica condanna Pistoia a guardare il fondo senza più alibi.






