MONTECATINI TERME - Montecatini tra degrado e rinascita. Siamo a un bivio storico: da un lato, l’abbandono di tesori Liberty sfregiati dai vandali; dall’altro, un piano da cento milioni di euro per riaccendere la città.
Il sopralluogo di questa mattina della commissione consiliare delle aziende partecipate guidata da Edoardo Fanucci ha nuovamente tolto il coperchio su uno dei simboli delle terme di oggi. La Torretta, fino al 2008 tempio della movida notturna, è oggi un rifugio di fortuna per sbandati. Il segno del crollo è nei dettagli: svastiche sulla “punta nobile” e interni devastati.
Nella corsa al recupero di tutto il patrimonio termale e per salvare l’area e valorizzare l’adiacente orto botanico, il Comune ha deciso di acquisire Lo stabilimento Torretta, Le serre calde, La capanna spazzini con le ex latrine, oggi l’area bike rental, tra l’altro chiusa anch’essa.
La svolta sul recupero dovrebbe arrivare dall’imprenditore Claudio Cardini. Attraverso la neonata Apt Terme (società distinta dalla Human Company), ha presentato un’offerta irrevocabile. La scintilla? La nuova possibilità di creare ricettività dentro gli stabilimenti storici. Resta il nodo della proprietà dell’acqua termale. Senza la definizione sulla gestione dell’acqua, resta improbabile la chiusura di qualunque trattativa di vendita.
Il bando di vendita è atteso entro un mese. L’operazione si potrebbe chiuderà entro l’estate. Oltre al privato con l’acquisto di Leopoldine, Grocco, Salute e altri immobili, al comune andrà la Torretta con spazi annessi; alla Regione gli stabilimenti Tettuccio, Regina ed Excelsior, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia potrebbe essere interessata alle Tamerici. L’obiettivo è aprire i cantieri alle Leopoldine entro il 2026 per far tornare Montecatini di nuovo “scintillante”






