PESCIA - Venerdì sera di tensione nell’aula consiliare di Pescia. Durante la seduta, i gruppi di minoranza “Pescia Cambia” e il consigliere del gruppo misto Spelletti hanno abbandonato l’aula subito dopo l’appello. L’azione ha fatto mancare il numero legale, costringendo la Presidenza a sospendere i lavori.
Alla base della protesta, secondo il capogruppo Vittoriano Brizzi, ci sarebbe il sistematico ritardo o la mancata risposta alle interrogazioni e agli accessi agli atti, che vanificherebbe il ruolo di controllo dell’opposizione.
Di contro, l’amministrazione ha duramente stigmatizzato il gesto, definendolo un atto di “irresponsabilità” e un “giochino politico” volto a bloccare l’attività dell’ente.
Il punto critico riguardava il riconoscimento di debiti fuori bilancio per somme urgenze, pari a circa 351.000 euro. Tali fondi sono destinati alla copertura dei lavori di ripristino per le frane in Val di Torbola, San Quirico, Fibbialla e via San Lorenzo. La mancata approvazione nei termini avrebbe potuto comportare decurtazioni sui compensi dovuti alle imprese già all’opera. Per evitare il blocco dei pagamenti alle ditte, il Consiglio Comunale è stato riconvocato d’urgenza nella mattinata di sabato. In questa seconda seduta, la maggioranza (con la presenza del solo consigliere di minoranza Melosi) ha approvato i provvedimenti necessari, mettendo in sicurezza i finanziamenti per i lavori sulla montagna pesciatina





