CAMPO TIZZORO (PT) - Riconoscere il Pacini come ospedale di area disagiata, prevedendo quindi servizi come un pronto soccorso, un reparto di medicina generale e di chirurgia per interventi eseguibili in giornata.
E’ l’appello rilanciato dalla montagna pistoiese in occasione del secondo giorno della mobilitazione “Dal Pacini non si scende!”, in corso sulla montagna pistoiese, con un presidio nei pressi del nosocomio e incontri al progetto Mo.To.r.e. di Campo Tizzoro, su iniziativa dell’Associazione Zeno Colò e il C.r.e.st. ( il comitato regionale emergenza sanità toscana); qui i sindaci dei quattro comuni della montagna, San Marcello Piteglio, Marliana, Abetone Cutigliano e Sambuca, insieme a rappresentanti dell’associazionismo, della politica e della comunità locale, si sono confrontati sul futuro del nosocomio. L’attenzione è stata posta sui bisogni di questa parte della provincia, sui tempi necessari nei servizi di emergenza urgenza, i chilometri percorsi ogni anno dalle associazioni di volontariato per portare verso Pistoia o altri ospedali i pazienti e le problematiche del vivere in montagna.
A non tornare, hanno spiegato gli organizzatori, è l’applicazione dei requisiti per riconoscere un ospedale come di area disagiata e che, in condizioni simili al Pacini di San Marcello dove ciò non è avvenuto, sono stati invece riconosciuti per altre realtà, come l’ospedale di Abbaia San Salvatore nel senese o quello di Pitigliano in provincia di Grosseto.
Futuro del Pacini, confronto al progetto Mo.to.r.e.
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