PISTOIA - No al taglio delle ore di alcune materie, no alla formula dei quattro anni a discapito dei cinque ad oggi previsti, no alla formazione di studenti propedeutica alle imprese, no all’adozione di un programma che non è stato quello presentato agli studenti già iscritti che inizieranno il loro percorso a settembre.
Sono questi i motivi principali che hanno portato allo sciopero in tanti istituti tecnici italiani contro la riforma Valditara, che partirà dal prossimo anno scolastico. Sciopero che si traduce nel dare forfait alla fase finale delle scuole, quella degli scrutini, fuorché quelli del quinto anno, obbligatori per legge e la rinuncia all’adozione dei libri di testo per le classi prime.
Anche all’Istituto Tecnico “Fedi-Fermi” di Pistoia alcuni membri del corpo docenti hanno deciso di scioperare, tardando così l’uscita dei giudizi finali per gli studenti, nella speranza che il messaggio arrivi forte e chiaro al Ministero dell’Istruzione che, di fatto, ha solo messo al corrente gli insegnanti rispetto alle nuove modifiche previste, senza un confronto con le parti in causa e una soluzione che potesse essere maggiormente condivisibile dai più.






