PESCIA - Dovevano arrivare assunzioni di medici e OSS tramite concorsi o mobilità, l’avvio del percorso per una Pediatria attiva 24 ore su 24 e un generale rilancio dell’Ospedale della Valdinievole. A distanza di quasi un anno dal partecipato incontro pubblico del 2 ottobre 2025 al cinema Splendor promosso dal Comitato Rinascere in Valdinievole con i candidati alle regionali, il bilancio tracciato dal territorio è impietoso: i numerosi impegni assunti dai rappresentanti politici del Partito Democratico (tra cui figure oggi con incarichi di governo) sono rimasti lettera morta, mentre il presidio sanitario subisce un’accelerazione del processo di depotenziamento.
L’atto d’accusa arriva dall’associazione “Rinascere in Valdinievole APS”, che denuncia come la situazione del nosocomio sia peggiorata sensibilmente a causa di pensionamenti e trasferimenti mai compensati. La carenza d’organico si ripercuote direttamente sulle prestazioni erogate ai cittadini: i reparti di Pronto Soccorso, Ginecologia e Ortopedia, secondo quanto denunciato dall’associazione, sono in costante sofferenza con riduzioni di orari e attività.
L’Oculistica ha subito una forte contrazione dell’offerta assistenziale dopo il trasferimento del primario a Lucca.
La cardiologia e UTIC: l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica è ridotta a soli 4 posti letto, di cui uno da tempo inutilizzabile, con il conseguente dirottamento dei presunti infartuati verso l’ospedale di Pistoia e un numero ridottissimo di coronarografie ordinarie.
Particolare allarme desta il settore pediatrico. Nonostante la sperimentazione della Guardia medica pediatrica registri accessi elevati, scrive nella nota l’Associazione, non vi è alcun segnale concreto per il promesso ripristino della Pediatria h24 con annessa Osservazione Breve Intensiva (OBI). Il rischio – sostengono gli associati – è che il servizio possa essere addirittura sospeso alla fine del periodo di prova.
Il presidio pediatrico rappresenta infatti un requisito indispensabile per puntare alla riapertura del Punto Nascite, soppresso nel 2022 a causa del mancato raggiungimento della soglia minima di 500 parti all’anno.
Una chiusura avvenuta, denunciano i residenti, senza una reale e determinata opposizione da parte della Regione Toscana e della Conferenza dei Sindaci, a differenza di altre realtà regionali (come La Gruccia nel Valdarno) dove l’azione istituzionale ha spinto il Ministero a una rivalutazione del mantenimento del servizio.
A pesare sulla comunità è anche il paradosso stagionale: nei mesi estivi, quando il turismo richiederebbe una risposta sanitaria rafforzata, si assiste a un massiccio trasferimento di servizi e risorse verso il Pistoia. Uno scenario in contrasto – scrive l’associazione – con i crescenti passivi del bilancio sanitario della Regione Toscana; all’aumento delle addizionali fiscali non corrisponderebbe un’adeguata distribuzione della spesa sui territori periferici
Ignorati dalla politica e dalla stessa azienda sanitaria, l’associazione Rinascere in Valdinievole è pronta a mobilitarsi insieme ad altre sigle toscane in azioni di protesta, e rivolge un appello a tutti i Sindaci della Valdinievole affinché “abbandonino il silenzio e difendano compatti i diritti della comunità.”






