PADULE DI FUCECCHIO - A uno sguardo distratto potrebbe sembrare uno scorcio estivo della Versilia: ombrelloni colorati piantati a terra, sedie a sdraio e tavoli da picnic. Invece non siamo a Forte dei Marmi né al Lido di Camaiore, ma sul fondale asciutto e ricoperto di sabbia del Canaletto, il terzo canale per importanza strategica del Padule di Fucecchio (dopo il Canale del Terzo a Monsummano Terme e il Canale del Capannone a Ponte Buggianese).
Una protesta amara e scenografica, organizzata da chi opera nel territorio e pratica da oltre 25 anni il turismo ambientale, l’Associazione Volpoca, per denunciare lo stato di incuria e il mancato dragaggio di un bacino idraulico fondamentale per la Toscana
Il Padule di Fucecchio costituisce la più estesa zona umida interna d’Italia ed è da sempre un’insostituibile cassa di espansione naturale. Con i cambiamenti climatici in atto e le sempre più frequenti “bombe d’acqua”, l’invaso ha il compito vitale di accogliere le piene provenienti da tutti i corsi d’acqua della Valdinievole. Tuttavia, la situazione odierna mostra un’infrastruttura idraulica al collasso funzionale: «Questi canali sono colmi di detriti e non riescono più a garantire il deflusso delle acque. Se il Padule non riceve le portate a causa dei fondali interrati, i fiumi a nord scoppiano, esondano e finiscono per allagare tutti i comuni limitrofi, non solo Ponte Buggianese. Questa è la cruda realtà, non allarmismo.»
Nei rari tratti in cui è presente dell’acqua stagnante, la profondità è ormai ridotta ai minimi termini






