PISTOIA - Le elezioni del Consiglio provinciale si sono tenute oltre un mese fa. Domenica 19 luglio. Ma a distanza di ben 40 giorni il Presidente Luca Marmo non ha ancora affidato le deleghe. E il motivo si annida ancora una volta nelle prove di forza tra le correnti interne al Partito Democratico. Praticamente le stesse che si sono misurate nelle primarie per le amministrative del capoluogo.
Da un lato la parte che ha come riferimenti la segretaria comunale Irene Bottacci e il sottosegretario Bernard Dika, dall’altra quella vicina al segretario provinciale Marco Mazzanti e al parlamentare Marco Furfaro.
Principale oggetto del contendere è la vicepresidenza, su cui – con un endorsement per Bruno Leka, ex consigliere di Quarrata, oggi di Palazzo di Giano e di palazzo Balì – è intervenuto Bernard Dika: “Mi risulta una cosa molto semplice: in Consiglio provinciale c’è una netta maggioranza a favore di Bruno Leka vicepresidente. Non è quindi il nome di qualcuno o di una corrente. E allora, banalmente: si rispetti la democrazia”.
C’è però un passaggio nella nota di Dika che ha prodotto una immediata reazione del segretario provinciale Marco Mazzanti, ovvero quello in cui si insinua il dubbio che la non totale convergenza su Leka potesse essere motivata dalla sua origine straniera.
“Nessuna ipotesi di razzismo – ha ribattuto Mazzanti – trova spazio all’interno del Partito Democratico, tra i suoi iscritti e i suoi amministratori” E aggiunge: “La decisione sulle deleghe appartiene esclusivamente al Presidente Marmo, che sta svolgendo valutazioni di merito del tutto autonome, fuori da ogni logica di spartizione politica e verso cui tutto il Partito Democratico ripone massima fiducia”.
Oltre a Leka, sul cui nome si gioca dunque la vicepresidenza, i consiglieri eletti sono i riconfermati Lisa Amidei, Francesco Branchetti, Gabriele Giacomelli e Nicola Tesi per i quali fin qui si ipotizzava la conferma delle deleghe che avevano nel procedente mandato e Ilaria Di Maina e Andrea Pierazzi, neoeletti come Leka.
E’ arrivata in serata la nota dei quattro consiglieri provinciali vicini a Bernard Dika, ovvero Ilaria Di Maina, Gabriele Giacomelli, Bruno Leka, Nicola Tesi. “A seguito dell’incontro di oggi con il presidente della Provincia Luca Marmo – scrivono – comunichiamo che non accetteremo le deleghe che ci verranno proposte. Non è una scelta contro qualcuno e non nasce da questioni personali. Nasce, al contrario, dal rispetto che riteniamo dovuto al voto, agli eletti e all’istituzione provinciale“. E aggiungono: “Non intendiamo essere complici di un metodo fondato sul bilancino tra correnti e sui veti ad personam, portato fin dentro le istituzioni. Lo consideriamo irrispettoso del voto espresso nelle elezioni provinciali, degli eletti e della Provincia stessa“.
“Piena fiducia nei confronti del presidente Luca Marmo”. Così Simona Querci, consigliera regionale del Pd, intervenendo nelle nomine alla Provincia di Pistoia. L’esponente Dem in un messaggio ha definito “inaccettabili e gravi le insinuazioni di razzismo”, parole che “non trovano alcun appiglio né nel nostro partito“, conclude Querci.
Nel dibattito è intervenuto Riccardo Trallori, oggi assessore comunale Pd a Pistoia, il cui scontro con Dika alle ultime regionali segnò una delle prime ferite prodotte nel partito dalle due correnti Pd: “Confido che Marmo – scrive Trallori – saprà agire con equilibrio e nel solo interesse del territorio, senza cedere a strumentalizzazioni”.
“Credo che occorra riportare la discussione sul terreno politico e istituzionale. La scelta del vicepresidente rientra nelle prerogative del presidente della Provincia”, ha commentato l’assessore al comune di Pistoia Matteo Giusti. “Qualsiasi riferimento, anche solo indiretto, a presunte motivazioni legate alle origini dei consiglieri nelle scelte che riguardano la vicepresidenza della Provincia è semplicemente fuori luogo e inaccettabile”, ha aggiunto l’esponente Dem.






