PISTOIA - In provincia di Pistoia più di uno sportello bancario su due è scomparso. Secondo i dati di Banca d’Italia e dei sindacati di categoria, si è infatti passati dai 180 sportelli del 2013 agli 86 di fine 2025, con una riduzione superiore al 52 per cento.
Il fenomeno riguarda tutta la Toscana, dove dal 2008 al 2025 gli sportelli sono diminuiti da oltre 2.500 a circa 1.400, con trentuno comuni che non hanno più alcuna banca e altri 58 che possono contare su una sola filiale.
La situazione pistoiese è tra le più critiche della regione; secondo il nuovo rapporto dell’Irpet, 12 comuni su 20 rientrano nelle fasce di maggiore rischio. In questi territori vive il 30 per cento della popolazione provinciale e ha sede quasi il 28 per cento delle imprese.
Marliana e Sambuca Pistoiese sono completamente prive di sportelli, mentre Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montale e Uzzano ne hanno soltanto uno.
Ma il problema non interessa esclusivamente la montagna. Se nelle aree più isolate pesano distanza, invecchiamento della popolazione e difficoltà negli spostamenti, nella Piana e in Valdinievole il numero degli sportelli risulta insufficiente rispetto alle esigenze di residenti e piccole imprese.
Internet e i servizi digitali hanno sostituito molte operazioni tradizionali, ma non per tutti; anziani, persone con minori competenze informatiche e piccole aziende continuano ad avere bisogno di un rapporto diretto con la banca.
Per i cittadini, infatti, la chiusura di una filiale non è soltanto un numero: significa dover percorrere chilometri anche per una semplice operazione, trovare sportelli più affollati, dipendere da un bancomat o da un’applicazione e, in alcuni casi, chiedere aiuto a familiari e conoscenti. Per un anziano senza automobile può voler dire perdere autonomia. Il rischio è che la scomparsa della banca diventi un altro passo verso l’impoverimento e lo spopolamento dei centri più piccoli.






