TOSCANA - E’ un panorama di sostanziale stabilità quello delle imprese attive nelle Province di Prato e Pistoia.
Si apprende dalla ricerca condotta dalla Camera di commercio sul secondo trimestre 2026, in cui si può leggere come a Pistoia, al 30 giugno 2026, si contano 27.030 aziende, con una flessione del -0,1%, mentre a Prato 29.548, con un +0,4%.
Tuttavia ci sono dei settori che si trovano in una situazione di forte calo. Su tutte le industrie manufatturiere che in complesso sono diminuite nel pistoiese del 2,5% e nel pratese per l’1,3%.
Le fabbriche di articoli in pelle guidano la classifica della crisi, facendo segnare addirittura un -10% a Pistoia e un -7,4% nel pratese. Segue a ruota il tessile con il -5,3% nel pistoiese e il -3% a Prato.
A Pistoia è in forte calo anche il settore farmaceutico con un -4,6%, mentre a Prato sono le industrie della carta, cartotecnica e stampa che fanno registrare un -7%.
A Pistoia calano anche i servizi turistici, di alloggio e la ristorazione, insieme al commercio sia all’ingrosso e al dettaglio: rispettivamente al -1,6% e al -2,1%. A Prato invece aumentano il primo dell’1,9% e il secondo del 0,5%.
Praticamente invariato il mondo dell’agricoltura, con Pistoia in crescita dell’1%, così come quello delle costruzioni. In aumento invece le imprese che offrono servizi, dalle telecomunicazioni al supporto alle imprese, con un +1,6% per entrambe le province.
“I dati del secondo trimestre ci restituiscono la fotografia di un sistema economico locale capace di reagire e di mostrare una sostanziale tenuta, con tassi di crescita della base produttiva che superano o sono in linea con le medie regionali e nazionali” ha commentato Dalila Mazzi, Presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato che tuttavia precisa “Non possiamo trascurare le persistenti difficoltà che colpiscono il manifatturiero e in particolare il comparto moda, snodo centrale per la nostra economia”.
Camera di Commercio: stabilità per imprese di Prato e Pistoia
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