PISTOIA - 2 anni e 6 mesi di reclusione e la confisca di 792mila euro (ovvero il profitto del reato): è la richiesta di condanna che questo pomeriggio il Pubblico Ministero Claudio Curreli ha formulato nei confronti di quattro imprenditori accusati di aver esportato in Cina vini di modesta qualità spacciati per etichette pregiate, come Sassicaia, Brunello di Montalcino e altri.
Gli imputati sono due italiani, un promoter e il titolare di un’azienda vinicola con sede sul Montalbano, in provincia di Pistoia, e 2 cittadini cinesi.
L’indagine, condotta dai Nas di Firenze è iniziata nel 2019 quando una prestigiosa etichetta toscana era venuta a sapere che in una fiera vinicola in Cina erano state esposte bottiglie con un’etichetta che imitava il proprio marchio.
Al processo sono costituire parte civile le Cantine Banfi produttrici di Brunello di Montalcino, che oggi, tramite gli avvocati De Martino e Bertelli di Siena, si sono associate alle richieste del Pm, chiedendo anche il risarcimento del danno alla impresa che imbottigliava e a quella esportava i vini falsi.
La sentenza è attesa per il 6 novembre.
Vini falsi: richiesta condanna e confisca di 800mila euro
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