FIRENZE - Condanna a 30 anni di reclusione: è la richiesta che il Pubblico Ministero Claudio Curreli della Procura di Pistoia ha formulato davanti alla Corte d’Assise di Firenze nei confronti di Giuseppe Blandino, 42 anni, imputato per l’omicidio del padre Salvatore – 70enne di Quarrata – e per l’occultamento del suo cadavere in un campo a Ferruccia di Agliana, dietro al capannone dove il figlio lavorava e dove in quel periodo pernottava.
Il caso risale al giugno del 2025. Nella sua requisitoria il Pm ha ricostruito tutte le indagini. Prima (il 26 giugno) l’allarme dato dalle sorelle della vittima (una residente in Sicilia, una a Prato) che da alcuni giorni non sentivano il fratello. Poi i Carabinieri di Quarrata che ben presto capiscono che non si tratta di un allontanamento volontario: le tracce di sangue in casa, il cellulare che smette di funzionare dal pomeriggio del 22 giugno, un tramezzino, acquistato alla Conad di Quarrata il giorno stesso della scomparsa, ma ritrovato nel frigo della vittima, il mazzo di chiavi trovato in casa, ma la porta chiusa da fuori, il contatore staccato, e poi uno strano prelievo di 400 euro effettuato alle poste di Quarrata con la prepagata della vittima, trovata poi nascosta in una scatola da scarpe, insieme a diverse migliaia di euro, nel capannone dove l’imputato pernottava e dietro il quale poi è stato trovato il cadavere. Sottolineato in aula anche il vizio delle scommesse online e della cocaina.
Infine la testimonianza di un vicino, che aveva visto un furgone bianco soffermarsi presso la casa del 70enne. Quel furgone che Giuseppe Blandino avrebbe preso in prestito da un amico – il giorno dopo l’omicidio – per trasportare il corpo del padre dalla casa della vittima – luogo del delitto – al campo dove poi un mese dopo è stato ritrovato. Giuseppe Blandino è stato fermato il 22 luglio 2025 mentre, quando i Carabinieri stavano scavando proprio nel luogo di occultamento del cadavere, tentava di scappare. Addosso gli è stato trovato un coltello compatibile con le ferite (13 solo quelle tra testa e colo) trovate sul corpo della vittima.
A quel punto confessa, spiegando di averlo colpito per autodifesa ed esasperato dalle continue vessazioni che il padre gli avrebbe inflitto. Non presente in aula, Blandino è difeso dall’avvocato Enrico Giuntini
Uccise il padre, il Pm chiede condanna a 30 anni
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