“Abbiamo riscontrato una totale chiusura al confronto da parte di Don Biancalani che, in maniera indiscriminata, continua ad accogliere nuove persone e a effettuare lavori nei locali adiacenti alla Chiesa per ospitare sempre più gente”.
E’ quanto si legge in una lettera scritta dal Comitato di Ramini (frazione alle porte di Pistoia), nato per cercare di salvaguardare la località tutelandone la tranquillità e la vivibilità e per restituire l’originaria vocazione della parrocchia e della canonica, reimmettendola così nelle sue funzioni e ricostituendovi uno spazio di aggregazione per la comunità.
“La situazione – si legge ancora – sta diventando sempre di più fuori controllo lasciando i residenti nel totale sconforto e nella paura. La chiesa oramai ha perso tutte le sue funzioni: la santa Messa, le funzioni religiose come battesimo, comunioni, cresime e matrimoni per cui le persone di Ramini sono costrette a rivolgersi alle chiese limitrofe (San Pantaleo, San Pierino…).
In tutto questo le uniche risposte del parroco sono offese sui social denigrando le richieste dei cittadini e parrocchiani, additandoli come fascisti e razzisti. Questo comitato, ci teniamo a ribadirlo, è formato da persone di ogni corrente di pensiero e non nasce né si è sviluppato attorno ad ideologie o pregiudizi. Riteniamo che queste siano solo scuse per nascondere l’ennesimo fallimento del suo progetto in quanto il comitato non desidera altro di poter riavere l’accesso alla chiesa e che i ragazzi ospitati siano spostati in centri di accoglienza consoni”.
“Per questo – si legge nella nota – abbiamo deciso di lanciare un volantinaggio intitolato “No ad una nuova Vicofaro”.
Pistoia: Comitato di Ramini “No ad una nuova Vicofaro”
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