La polemica sui dehors a Pistoia e sugli accertamenti Tari.
“In merito alla nota diffusa dall’Amministrazione comunale di Pistoia – si legge nel comunicato di Confcommercio Pistoia-Prato – l’associazione ritiene necessario precisare alcuni aspetti centrali della vicenda”.
“Non chiediamo deroghe – scrive ConfCommercio – ma una valutazione più attenta delle posizioni delle imprese. Dopotutto dovrebbero essere un valore per la città”.
“L’associazione non ha mai messo in discussione il principio secondo cui i tributi dovuti debbano essere corrisposti, né ha chiesto trattamenti di favore per una categoria economica. L’obiettivo del confronto con l’amministrazione era invece individuare soluzioni che, nel rispetto della normativa, tenessero conto delle circostanze concrete in cui si sono trovate le imprese coinvolte e dell’impatto economico di un accertamento di massa relativo a più annualità sul tessuto economico cittadino”.
“Il punto, infatti, non è sottrarsi agli obblighi tributari – si legge ancora – ma valutare se sussistano i presupposti per l’annullamento o una riduzione delle sanzioni tenendo conto della buona fede degli esercenti e delle modalità con cui sono stati informati dei propri obblighi”.
“Ci fa piacere apprendere della nuova informativa che accompagnerà le future autorizzazioni per i dehors, ma questa iniziativa non è d’aiuto per le imprese che hanno già ricevuto gli accertamenti e che oggi si trovano a dover affrontare esborsi rilevanti”, afferma Confcommercio – “La domanda che lecitamente sorge è se le imprese siano considerate un valore, oppure no. L’amministrazione potrebbe intervenire per sostenere le realtà della città? A nostro avviso si, perché sul piano tecnico ci sono aspetti che dovrebbero e potrebbero meritare un approfondimento più ampio”.
Il primo di questi aspetti riguarda l’applicazione della tariffa TARI ridotta alle attività che hanno presentato l’autocertificazione prevista per ottenere l’agevolazione. Occorre verificare che la riduzione venga riconosciuta anche alle superfici dei dehors emerse in sede di accertamento, considerando che il comportamento corretto nella gestione e nel conferimento dei rifiuti riguarda l’attività nel suo complesso. È un aspetto sul quale stiamo lavorando con il supporto dei nostri legali, affinché sia riconosciuto alle imprese quanto eventualmente spettante.
Un secondo punto riguarda le sanzioni applicate: “Riteniamo che debba essere valutata attentamente la buona fede dei contribuenti e il ruolo della documentazione predisposta dal Comune. La modulistica relativa alla concessione per l’occupazione del suolo pubblico richiamava il Canone unico patrimoniale, senza fornire indicazioni altrettanto chiare e complete sugli ulteriori adempimenti TARI. Una circostanza che può aver indotto gli esercenti, soprattutto quelli già regolari nei pagamenti, a ritenere di aver assolto agli obblighi connessi all’occupazione. Per questo chiediamo che sia valutata la possibilità di annullare le sanzioni, alla luce dell’errore in cui i contribuenti possono essere stati indotti da un’informazione non sufficientemente chiara”.
“Non si tratta di aspetti formali, ma di verifiche che potrebbero davvero fare la differenza per gli esercenti. Infatti, applicando le riduzioni richieste, in condizioni nelle quali per tutte le annualità si possa dimostrare di aver diritto delle agevolazioni, un esercente si troverebbe dimezzato l’importo della cartella”
Riportiamo qui l’esempio di una cartella di circa 22mila euro che ha raggiunto uno degli associati.
Se fosse accolta la riduzione del 50,5%, con conferma delle sanzioni al 100% per omessa denuncia, si ridurrebbe l’importo da pagare a poco più di 11 mila euro.
Se fosse accolta la riduzione del 50,5% con derubricazione a sanzione per infedele denuncia 50%, l’importo da pagare scenderebbe a 9,278 euro circa.
Se alla riduzione del 50,5% si aggiungesse la cancellazione delle sanzioni allora dovrebbe pagare circa 7.500 euro oltre agli interessi legali
“Ovviamente si tratta di dati di massima ma realistici e utili a mostrare quanto importante sarebbe stato un confronto aperto con l’amministrazione. Si sta parlando di cifre importanti, che possono fare la differenza per un’attività, non è possibile liquidare il tutto richiamando l’assenza di discrezionalità politica”, commenta l’associazione.






