Pistoia e Cambiano, cittadina alle porte di Torino, unite dalla storia della San Giorgio.
Per sfuggire ai bombardamenti e alla possibile distruzione, tra il 1943 e il 1945 la fabbrica pistoiese fu trasferita temporaneamente a Cambiano.
Questo evento straordinario portò numerosi lavoratori pistoiesi, alcuni con le loro famiglie, a stabilirsi nella cittadina piemontese (decisione su base volontaria), dando origine a un legame storico, umano e industriale che ancora oggi unisce Cambiano e Pistoia.
Anche per questo, nei giorni scorsi, c’è stato un incontro istituzionale tra le due città come occasione di dialogo culturale e valorizzazione del patrimonio industriale e umano.
Una pagina poco conosciuta ma di grande rilievo nella storia industriale e sociale italiana, che lega profondamente quella comunità a quella di Pistoia.
Cambiano è inoltre sede storica di Pininfarina, il celebre designer che fino agli anni Settanta ha firmato i modelli prodotti alla Breda di Pistoia, tra cui il più noto è l’ETR 500.
Un ruolo determinante nella ricostruzione e nella salvaguardia di questa vicenda storica è stato svolto dal Gruppo Lavoratori Anziani della Breda, formato da ex ingegneri, architetti, disegnatori e tecnici della fabbrica, grazie al quale è stato possibile recuperare un importante patrimonio di disegni Pininfarina destinati al macero, oggi di proprietà del Comune di Pistoia.
L’incontro istituzionale si è svolto nel Palazzo comunale di Cambiano e ha visto la partecipazione del sindaco Carlo Vergnano e delle ricercatrici di storia locale Emma Mariotto e Roberta Marocco. Per il Comune di Pistoia era presente Serena Ghelardini, funzionaria responsabile cultura e biblioteche, mentre per il Gruppo Lavoratori Anziani Breda Costruzioni Ferroviarie hanno partecipato il presidente Dario Spinelli insieme ad Aldo Baldi, Demetrio Cutrupi, Giuseppe Gherardi, Massimo Maffucci e Alessandro Palandri.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato di condividere esperienze, documenti e testimonianze relative al periodo del trasferimento della fabbrica San Giorgio a Cambiano. Lo scambio ha riguardato materiali provenienti dall’Archivio Storico di Pistoia, dagli archivi comunali di Cambiano e da testimonianze orali raccolte nelle due comunità, un’occasione di dialogo culturale e valorizzazione del patrimonio industriale e umano delle due comunità.
Particolarmente significativa è stata la presenza di Massimo Maffucci, figlio di un impiegato della San Giorgio, che visse a Cambiano con la famiglia durante quegli anni, il quale ha raccontato episodi e ricordi appresi direttamente dal padre. Queste testimonianze, insieme a quelle raccolte dalle ricercatrici locali, potrebbero dare origine a un’appendice di approfondimento al volume “Cambiano – Immagini e voci sottratte al tempo” di Emma Mariotto e Roberta Marocco, ricercatrici di storia locale di Cambiano.
La visita ai luoghi della memoria. Tutti i partecipanti hanno potuto effettuare una visita all’area immediatamente fuori dall’abitato, dove la San Giorgio impiantò le proprie linee di produzione. L’area, già del Ministero dell’Aviazione Militare e oggi di proprietà della Asl, ospita ancora alcuni capannoni industriali, destinati però ad essere abbattuti per la realizzazione di un nuovo complesso ospedaliero al servizio della comunità cambianese e del territorio circostante. Il sindaco di Cambiano si è impegnato a recuperare ulteriore documentazione fotografica relativa a quell’insediamento industriale, materiale che potrà essere condiviso tra i Comuni di Cambiano e Pistoia, rafforzando ulteriormente il legame culturale tra le due città.
Prospettive future. Nel corso dell’incontro sono state inoltre ipotizzate alcune iniziative comuni volte a valorizzare questa storia condivisa, tra le quali un allestimento a Cambiano sui 120 anni di industria ferroviaria a Pistoia; una mostra congiunta a Cambiano e Pistoia di documenti e fotografie recuperati nei rispettivi archivi, accompagnata da racconti inediti ed eventuali pubblicazioni. Si prevede, inoltre, una giornata di incontro Cambiano–Pistoia, aperta al pubblico, per raccontare le vicende storiche e accrescere la conoscenza di questo periodo.





