PESCIA - All’indomani del nostro servizio di qualche giorno fa, con cui avevamo acceso i riflettori sull’avvio dell’allestimento dell’area di cantiere, la città si è letteralmente animata. Cittadini, commercianti ed esercenti vogliono capire e sapere con esattezza quale sarà l’impatto reale sulla viabilità urbana e sulle attività collaterali del centro. A tenere banco non sono solo i timori legati al traffico, ma anche la curiosità per un’opera attesa da tempo e a lungo posticipata proprio per i delicati equilibri della mobilità cittadina.
Oggi emergono nuovi dettagli tecnici su quello che sarà il piano d’azione per il restauro conservativo e la messa in sicurezza dell’infrastruttura, di competenza della Provincia di Pistoia.
Tra tutti gli interventi previsti, uno dei nodi più rilevanti e visibili per la cittadinanza riguarderà direttamente il piano stradale e pedonale: Attualmente caratterizzato da quote non più in linea con i moderni requisiti, il parapetto sarà rialzato per garantire standard di sicurezza idonei ed evitare qualsiasi rischio di caduta. Un’operazione delicata, considerando il valore storico e paesaggistico del manufatto. Dai dettagli progettuali appena filtrati emerge che l’innalzamento della barriera protettiva non sarà un semplice cordolo anonimo, bensì vedrà l’inserimento di un corrimano in ferro battuto, pensato per coniugare l’incolumità dei pedoni al necessario decoro architettonico dell’opera.
Il quadro economico del primo lotto, pari a circa 160.000 euro (oltre IVA), prevede una durata di circa 135 giorni, circa 4 mesi e mezzo. Oltre all’opera sui parapetti, il programma dei lavori include: la pulizia e il risanamento delle tre arcate e degli intradossi; la realizzazione di scogliere e la sistemazione delle difese spondali per proteggere le fondazioni e le pile dai fenomeni di scalzamento provocati dalle piene; infine saranno effettuate prove di caratterizzazione meccanica dei materiali per definire il futuro consolidamento nel secondo lotto.
Nei giorni scorsi, per consentire ai mezzi pesanti di accedere all’alveo e transitare al di sotto dell’infrastruttura, la ditta esecutrice ha provveduto allo scavo e alla ricalibrazione del piano sotto la passerella Sforzini, così da aumentarne il franco inferiore.
La domanda che risuona con insistenza rimane una: cosa succederà al transito veicolare? Se da un lato tecnici e amministrazione ribadiscono l’intenzione di contenere al massimo i disagi ed evitare interferenze prolungate, dall’altro non è esclusa la necessità di ricorrere a modifiche temporanee della viabilità o a brevi chiusure mirate durante le fasi più delicate delle lavorazioni.
I dettagli ufficiali sulla gestione della circolazione saranno resi noti solo con l’avvio a pieno regime delle operazioni






