PISTOIA - Pistoia ha ricordato i militari italiani internati nei campi di concentramento tedeschi, durante le seconda guerra mondiale.
E’ accaduto a palazzo de’ Rossi, sede della Fondazione Caript, dove è stata fatta memorai di cinque di loro, i pistoiesi Dino Bottai, Millo Danesi, Luigi Innocenti, Rino Nucci e Solferino Nannotti, quest’ultimo originario della provincia di Siena.
Dopo l’otto settembre ’43, secondo alcuni storici furono circa un milione i militari italiani che vennero portati nei campi, trai i 40 e i 50 mila morirono durante la prigionia, per fame, malattie, stenti e violenze, altri riuscirono a tornare a casa, portando per il resto della propria vita i segni della tragedia vissuta. Tra loro Solferino che, come hanno raccontato i figli in occasione della cerimonia, non parlò quasi mai di quanto vissuto.
Altri non poterono abbracciare i loro cari, la loro memoria è oggi conservata dagli eredi, come per i nipoti di Dino, internato in una struttura non lontana dall’odierna Kaliningrad. Durante la cerimonia, presieduta dal Prefetto Angelo Gallo Carrabba e condotta dalla direttrice di Tvl Paola Bardelli, sono stati consegnati riconoscimenti ai familiari degli ex militari, è stata occasione per ricordarne le storie; a raccontarle sono state loro stessi, attraverso lettere spedite a casa, tra queste quella dell’artista montalese Jorio Vivarelli nelle cui sculture si rispecchia tutto il dramma della guerra e dell’esperienza da internato vissuta tra Bulgaria, Ungheria, Austria e Germania.
Riconoscimenti alla memora dei militari internati
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