PISTOIA - Popolate da tante persone, molti i giovani, durante le giornate di questo caldissimo mese di luglio, le sponde del torrente Ombrone a Pistoia si stanno riempiendo di rifiuti.
Un problema che ciclicamente si ripete ogni estate, trasformando quello che uno dei polmoni verdi della zona nord della città in una sorta di discarica a cielo aperto.
Non si tratta di ammassi di rifiuti legati a ristrutturazioni o svuotamento di cantine, come avvenuto in altre zone del territorio, ma di bottiglie, lattine, resti di cibo, segni di una evidente maleducazione di quanti frequentano la zona per cercare fresco all’ombra delle piante, o per fare un bagno delle acque del torrente, cosa peraltro non consentita; in nessun corso d’acqua del territorio del comune capoluogo, compreso il torrente Ombrone, è permessa la balneazione.
La situazione più critica non lontano dal ponte di Gello, a nord di Capostarda, dove in prossimità di una piccola cascata, sotto alberi e piante, sono ammassate buste ricolme di rifiuti, alcune chiuse, altre strappate forse da animali, con il contenuto finito sparso in terra e anche nell’acqua. In più punti poi sono presenti avanzi di fuochi e braci, usati forse per cucinare qualcosa e resti di bivacchi, dove sono state bruciati anche dei rifiuti.
Un degrado interessa entrambe le sponde. I più educati hanno abbandonato i sacchetti lungo i muri di sponda o alla staccionata che, a Gello, segna l’inizio del percorso lungo l’Ombrone.
La pazienza della gene, almeno sui social, è al limite, c’è chi si sfoga rivolgendosi direttamente agli autori degli abbandoni, lanciando un appello: “fate un sacchetto e portatevelo a casa” e c’è chi poi invita a controlli domandandosi se per “ripulire” si debba aspettare la prossima piena.
Rifiuti abbandonati lungo il torrente Ombrone
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