PISTOIA - Un pañuelo fucsia, il fazzoletto divenuto simbolo internazionale della lotta contro il patriarcato e per i diritti delle donne, con su scritti i nomi di vittime di violenze e femminicidi issato sulla facciata di palazzo di Giano, i loro nomi scanditi in piazza, il gesto di alcune manifestanti di rimanere a seno nudo, sono stati i momenti più forti della manifestazione con la quale a Pistoia è stato celebrato lo scioperato transfemminista, in occasione del giorno successivo all’otto marzo.
In tanti hanno risposto all’appello lanciato da Non Una di Meno, al cui fianco sono scesi sindacati e associazioni, marciando per le strade della città, dalla stazione ferroviaria, sino in piazza del Duomo e quindi in quella intitolata a San Francesco.
Una mobilitazione che, rispondendo allo slogan “le nostre vite valgono, noi scioperiamo”, ha puntato l’attenzione contro le violenze che si consumano quotidianamente dentro e fuori le mura di casa, i femminicidi, ma anche le guerre , il nuovo decreto sicurezza e il ddl Bongiorno che modificare la definizione di violenza sessuale spostando il focus dal “consenso” al “dissenso” esplicito.
Sciopero contro violenze, femminicidi e guerre
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