PISTOIA - Un fazzoletto di pochi metri quadrati in terra consacrata; è lo spazio che da alcuni anni accoglie, in un angolo del cimitero della Misericordia di Pistoia bambini non nati, feti entro le 20 settimane, legati ad aborti spontanei, affidati dai genitori al cappellano dell’ospedale per poi essere sepolti
Tra la ghiaia bianca, tanti piccoli angioletti, bigliettini, fiori, di quanti hanno voluto ricordarli.
E’ lo spazio al centro di discussioni e polemiche, sorte dopo le parole della consigliera di Avs Ferrari a palazzo di Giano a commento di una dichiarazione della consigliera della Lega Cerdini sulla funzione religiosa nella cappella dell’ospedale per i bambini non nati.
Ad occuparsi della sepoltura è l’Arciconfraternita che, non volendo entrare nella discussione di questi giorni, ha spiegato come tutto sia legato ad un accordo con il Comune di Pistoia, che coinvolge la cappellania del San Jacopo, accordo che stabilisce che, qualora i genitori non provvedano direttamente, sia l’arciconfraternita a farsi carico in maniera gratuita della sepoltura, ruolo che da sempre la Misericordia svolge nell’accompagnamento di tutti i defunti.
Sepolture bambini non nati, parla la Misericordia
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