MONTALE - La battaglia per la chiusura definitiva del termovalorizzatore di Stazione si sposta sulle facciate delle abitazioni.
Nei quartieri della frazione e del centro si moltiplicano cartelli, lenzuola e striscioni affissi a finestre e balconi.
Non si tratta soltanto dell’azione coordinata dai comitati ambientali, ma di una mobilitazione capillare e spontanea dei residenti, decisi a rendere visibile il proprio rifiuto nei confronti dell’impianto di via Tobagi.
Il malcontento diffuso nelle strade trova immediata cassa di risonanza anche sui canali social.
Il comitato “io non CISto” rilancia la protesta condividendo gli slogan che ormai campeggiano su numerosi edifici: «Ne togliete uno – si legge sui social – ne spuntano altri. Montale e la Piana dicono NO».
I membri del comitato per il NO rifiutano anche la possibilità dei cosiddetti “ristori ambientali”, considerati una compensazione economica inaccettabile a fronte delle preoccupazioni per la salute e per l’impatto sul territorio.
Sul fronte opposto, intanto, sempre a Montale, è nato il comitato per il sì al revamping del termovalorizzatore, con capofila il partito di Italia Viva.
Diversi anche gli appuntamenti pubblici in programma sul tema: il prossimo è il 31 di agosto alle ore 21.00 al circolo Arci di Montale, dove il comitato per il No ha convocato un’assemblea pubblica.
Il 3 settembre, invece, alle ore 18.30 alla villa Smilea è convocata la commissione consiliare che si occuperà di definire i contorni della consultazione pubblica che sarà promossa tra la cittadinanza sul futuro dell’impianto.
Striscioni alle finestre: la protesta anti inceneritore
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