“La Toscana diffusa sta diventando una realtà”.
“Il progetto della Regione Toscana “Toscana diffusa” – si legge nel comunicato della Giunta Regionale – è nato per sostenere e valorizzare le politiche e i servizi di comuni periferici, montani e interni a rischio di spopolamento, rendendoli più attrattivi”.
“Dopo aver approvato la legge – ha aggiunto il presidente Giani – ci eravamo presi l’impegno per una sua valorizzazione economica nel 2026. Con gli ultimi cinque bandi già chiusi attribuiremo al progetto tre milioni e duecento mila euro”.
Gli interventi sono di vario tipo: dal sostegno degli esercizi di vicinato, empori ed attività commerciali con meno di trecento metri quadrati di superficie all’innovazione digitale delle cooperative di comunità, dalle edicole al sostegno a micro imprese ed attività economiche sul fronte dell’innovazione digitale, ma anche aiuti a chi ha deciso di trasferirsi in quei territori acquistando una casa oggi vuota.
“A queste iniziative – ha proseguito il presidente della Regione – si aggiungerà presto il bando sulla rigenerazione urbana: 10 milioni di euro di risorse ed un contributo al massimo di 500 mila euro per ogni singolo intervento”.
Gli esercizi di vicinato che riceveranno ciascuno un contributo di tremila euro sono centosessantasette e novantuno le domande accolte e finanziate sulla residenzialità, con un contributo di 10 mila euro per ogni richiesta. Per il sostegno e l’innovazione delle cooperative di comunità – nate per superare crisi e spopolamento e che la Regione Toscana ha sostenuto fin dall’inizio, nel 2018, per ridare slancio alle comunità e mettere insieme attività economiche che da sole non avevano più la forza per andare avanti – l’importo erogato è complessivamente di 472 mila euro, suddiviso tra sette beneficiari con importi diversi. In questo caso si trattava della riapertura di un bando. Sui borghi digitali, ovvero il sostegno all’innovazione digitale di imprese ed attività economiche di piccoli comuni sono stati investiti invece un milione e 21 mila euro: diciassette le domande finanziate, con importi che oscillano tra ventimila (il più basso) a quasi 89 mila euro (il più alto).
Atri trecento mila euro saranno erogati per garantire la possibilità, nei territori più isolati, di avere un luogo dove acquistare quotidiani e pubblicazioni periodiche: centomila euro andranno al distributore e 2.083 euro, per attività, ad un elenco di centoventi edicole.





