PISTOIA - Una programmazione all’insegna della toscanità e della nuova drammaturgia, che contribuisce ad arricchire l’offerta culturale del territorio, puntando su intrattenimento di qualità e spunti di riflessione, con l’obiettivo di intercettare l’interesse di un pubblico vasto e transgenerazionale.
Sul palco del Francini, graditi ritorni: Gli Omini, Luca Zacchini e Francesco Rotelli, con l’ironia della “Coppa del Santo” (venerdì 27 febbraio, ore 21), lo sguardo divertito e irriverente di Katia Beni nel nuovo spettacolo “Tutto sotto il tetto”, firmato con Donatella Diamanti (venerdì 20 marzo, ore 21) e la scrittura potente e profonda di Francesca Sarteanesi in scena, con “Nikita”, assieme a Alessia Spinelli (venerdì 17 aprile, ore 21).
Per la sezione “A Teatro con la Scuola”, che conferma il particolare impegno nell’avvicinare le più giovani generazioni al mondo dello spettacolo dal vivo, veicolando temi e valori di fondamentale importanza per la crescita dei più piccoli, due produzioni di Teatri di Pistoia di recente debutto, “Gualtiero Audace Guerriero” (martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, ore 10.30) scritto da Francesca Giaconi in collaborazione con Antonella Carrara, protagonista Pablo Ezechiel Rizzo, e “M-Oliere ed altre stoviglie francesi, il teatro da tavolo di e con Massimiliano Barbini (martedì 17 marzo, ore 10.30). Completano il programma “A colpi di mantice. Letture ad alta voce musicate dal vivo”, con Veronica Caggia e Peppe Macauda di Santabriganti (giovedì 5 marzo, ore 9.30 e 11.00) e “Storie di mamma balena. Come Pinocchio trovò suo padre”, una scrittura scenica di Antonio Catalano e Silvia Elena Montagnini, quest’ultima anche interprete in scena (giovedì 23 aprile, ore 10.30).
GLI SPETTACOLI SERALI
Più volte ospiti in passato con successo della Stagione del Francini, Gli Omini, Premio Enriquez 2014 e Premio Rete Critica 2015, tornano a Casalguidi venerdì 27 febbraio (ore 21) con “Coppa del Santo”, scritto da Giulia Zacchini ed interpretato da Luca Zacchini e Francesco Rotelli. Se c’è una cosa su cui proverbialmente non si può scherzare, quella cosa sono i Santi. Ma la “Coppa del Santo”, è in realtà un gioco molto serio, in cui due preti psichedelici conducono la gara, una selezione di 32 santi, scelti con grande cura. Otto squadre. Un tabellone. Una sfida all’ultimo sangue. “Perché i Santi sono duri a morire”, commentano Gli Omini. Martiri contro Crocifissi, Vergini contro Nudi, VIS (very important saints) contro Madonne. I Santi gareggeranno tra di loro sfoderando poteri sovrannaturali. Saranno gli spettatori, tutti insieme, a decidere quale Santo vincerà il torneo, per eleggere ed invocare un unico patrono della serata. Dopo “L’Asta del Santo”, che ha fatto repliche in tutta Italia, con la “Coppa del Santo” prosegue ora la sfida, perché il pubblico continui a giocare questa partita, sul modello dei campionati virtuali che spopolano su giornali, radio e web, ma dal vivo, lasciandosi sorprendere dalle 32 carte disegnate, con ironia e arguzia, da Luca Zacchini.
Katia Beni è la protagonista di “Tutto sotto il tetto”, il nuovo, esilarante lavoro scritto a quattro mani con Donatella Diamanti, con la messa in scena a cura di Carmen Femiano, venerdì 20 marzo (ore 21), produzione START.tip. La narrazione tragicomica di una sfida improbabile: trovare un rifugio, un luogo tutto per sé, un tetto sulla propria testa, una casa di proprietà, resta un obiettivo da rincorrere per tutta la vita “nella speranza che ci ripari dalle follie del mondo fuori. Salvo poi accorgersi, una volta che il sogno è realizzato, che c’è un prezzo da pagare e che sotto quel tetto, saranno talmente tante le contraddizioni da vivere, che sarebbe stato meglio restare girovaghi il più a lungo possibile”. Lo spettacolo prova ad indagare e riflettere sui paradossi vissuti dentro casa, nelle stanze private di private debolezze, al riparo dal mondo, proponendo una galleria infinita di situazioni divertenti, giocate rigorosamente ‘sotto lo stesso tetto’: dall’acquisto dell’immobile al delirio dei lavori di ristrutturazione. Fino ai piccoli fatti che la vita quotidiana ci propone una volta chiusa la porta di casa: la vita di coppia, le relazioni con i vicini di casa, la palestra fatta in casa che non c’è mai tempo per andare in palestra, l’invenzione rocambolesca del sesso fai da te se proprio non si sa a chi rivolgersi…”
Francesca Sarteanesi, performer ed autrice tra le più apprezzate della sua generazione, finalista come miglior attrice al Premio Ubu 2021, dopo “Sergio” (anch’esso già applaudito sul palco del Francini), crea, sempre assieme a Tommaso Cheli, “Nikita”, che la vede in scena, nel ruolo del titolo, con Alessia Spinelli ed in cui tratteggia, come mano sapiente e sensibile, un nuovo ritratto di donna fuori dagli schemi (venerdì 17 aprile, ore 21). Così Francesca Sarteanesi ci introduce nello spettacolo, prodotto da Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Teatro Metastasio di Prato: “Per i compleanni, matrimoni e altre occasioni Nikita arriva sempre con un regalo impacchettato perfettamente dentro una carta a fiori blu. L’aspettativa di chi riceve il regalo è parecchio alta poiché il pacchetto è veramente confezionato bene. Eppure, in breve, l’eccitazione lascia campo libero alla delusione. Nikita assiste sempre allo spacchettamento. Il regalo è più o meno sempre lo stesso: un centrotavola di porcellana, neanche brutto, ma spaccato in più parti.“Oh, mi si deve essere rotto nel tragitto. Mi dispiace”. Nikita si lava a pezzi, non entra mai nella vasca e tantomeno fa la doccia. L’odore non è lo stesso, va detto, ma lo camuffa bene con i Tesori d’Oriente. È l’America che ci ha rovinato – ripete spesso, forse perché ha in testa un’idea di società vagamente comunista, ma molto vaga. Proprio lei che non sa condividere nemmeno una bottiglia di rosso della casa.” Già fondatrice de Gli Omini, Francesca Sarteanesi, al lavoro di attrice e autrice, affianca un’intensa attività artistica e performativa, esponendo in gallerie e spazi culturali.
Nel 2018 crea la linea Almeno Nevicasse, una serie di maglioni ricamati a mano con scritte che isolano espressioni del linguaggio popolare mettendo in risalto tutta la forza espressiva della parola.





