TOSCANA - Dalla pulizia ordinaria dei fontanelli pubblici alla gestione del verde, passando per le piccole manutenzioni. Sono alcuni dei compiti che potranno essere affidati a persone socialmente svantaggiate grazie al protocollo d’intesa firmato da Publiacqua e le centrali cooperative AGCI Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Dipartimento Welfare Legacoop Toscana. Un accordo triennale che impegna le realtà firmatarie ad una collaborazione sempre più stretta con l’obiettivo di generare valore aggiunto per le comunità locali, rappresentando un primo step nella realizzazione di una sinergia tra soggetti del terzo settore ed imprese per la creazione di beneficio condiviso. In particolare, il protocollo d’intesa, attraverso la sperimentazione di nuove forme di partenariato, co-programmazione e co-progettazione si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo di partenariato pubblico-privato-sociale.
La firma è avvenuta nella sede di Publiacqua S.p.A. in via Villamagna 90/c a Firenze ed a firmare il protocollo sono intervenuti Nicola Perini, Presidente di Publiacqua, Alessandro Giaconi, Presidente di AGCI Toscana, Giacomo Billi, Presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, e Gianni Autorino, responsabile Dipartimento Welfare Legacoop Toscana.
Il protocollo affonda le sue radici nei 17 goal e 169 sotto-obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU per lottare contro povertà, diseguaglianza, “climate change” e per la costruzione di una società pacifica. Principi ed obiettivi su cui Publiacqua è già impegnata da tempo e che le società cooperative sentono propri, in base al d.lgs. 125/2024 (che recepisce la direttiva europea 2022/2464/UE).
GLI OBIETTIVI DEL PROTOCOLLO
Il macro-obiettivo del protocollo è generare valore aggiunto per le comunità locali e questo, nel concreto, prevede una collaborazione tra i soggetti firmatari al fine di sviluppare un progetto volto all’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie sociali svantaggiate. Una collaborazione che, quindi, si potrà concretamente esplicare attraverso: a) l’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie svantaggiate; b) la valorizzazione delle risorse del territorio in un’ottica di economia circolare e di sostenibilità; c) l’efficientamento dei servizi pubblici con attenzione alla dimensione sociale e di welfare.
UN MODELLO DI GOVERNANCE INNOVATIVO
Di particolare importanza e rilievo la gestione del progetto che i firmatari hanno deciso di avviare con il Protocollo, processo fondato sui principi della co-programmazione e co-progettazione. I firmatari hanno infatti stabilito un percorso di attuazione che prevede la costituzione di un Tavolo di coordinamento che avrà il compito di: 1) elaborare un piano operativo dettagliato; 2) monitorare l’attuazione del protocollo; 3) promuovere la diffusione delle buone pratiche; 4) valutare l’impatto sociale ed economico delle azioni intraprese.
Il piano operativo sarà realizzato mediante un’analisi dettagliata delle attività di Publiacqua S.p.A. potenzialmente esternalizzabili, la mappatura delle competenze delle cooperative sociali del territorio e l’analisi dei fabbisogni occupazionali delle persone svantaggiate. A seguito di tale attività saranno definiti dei progetti pilota da avviare in via prioritaria, grazie anche ad attività di formazione del personale di Publiacqua S.p.A. coinvolto nella gestione degli affidamenti e di capacity building per le cooperative sociali su specifici aspetti tecnici.
I CAMPI DI ATTIVITÀ OGGETTO DI COLLABORAZIONE
Il Protocollo prevede una collaborazione ad ampio spettro tra i soggetti firmatari. Nello specifico le attività che potrebbero essere oggetto di esternalizzazione da parte di Publiacqua riguardano:
1) la manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici; 2) i servizi ambientali e di gestione del verde; 3) i servizi di supporto logistico; 4) i servizi di comunicazione e sensibilizzazione; 5) i servizi di economia circolare; 6) la manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture; 7) i servizi di presidio, sorveglianza e pulizia; 8) i servizi di supporto alla sostenibilità.
UNA BUONA PRATICA DA ESTENDERE
Non solo esternalizzazione di attività. I firmatari hanno l’obiettivo che Il Protocollo possa rappresentare una buona pratica di programmazione e progettazione condivisa da estendere ad altre realtà del territorio. Al termine della fase pilota, infatti, le parti si impegnano a valutare i risultati raggiunti, per identificare gli elementi di successo e le criticità, e realizzare iniziative pubbliche di presentazione dei risultati per contribuire alla diffusione del modello di collaborazione a livello regionale e nazionale.






