PISTOIA - Non una rottura, ma una incrinatura forse si.
Questo sta rappresentando nel variegato panorama del centro sinistra pistoiese la candidatura, sottoscritta da circa 500 persone, di Giovanni Capecchi per la corsa a sindaco di Pistoia. Se sul fronte Partito Democratico ufficialmente non emergono posizioni, tra gli alleati la proposta ha fatto decisamente storcere il naso.
Presa carta e penna l’alleanza di Cara Riformista, ovvero Italia Viva, PSI, più Europa e forze Civiche e Riformiste, ha espresso con una nota la propria posizione sul nome dell’ex assessore alla cultura della prima giunta guidata da Renzo Berti e poi nel 2007 candidato sindaco per la coalizione Verdi Arcobaleno e Progetto Comune, candidatura che costrinse il primo cittadino uscente al ballottaggio con un altro Capecchi, Alessandro che guidava la coalizione di centro destra.
Il dito è puntato su Alleanza Verdi e Sinistra, accusata di avallare e promuovere una raccolta di firme a sostegno di Giovanni Capecchi con modalità definite come “profondamente divisive”.
Non mancano critiche anche al Partito Democratico, cui gli alleati avevano chiesto di indicare un nome attorno al quale discutere e al quale ora chiedono “chiarimenti pubblici”; in particolare sottolineando come dopo al lancio della candidatura di Capecchi è seguito un sostanziale silenzio, diversamente (come si legge letteralmente nella nota) “da come questo ha agito per altri candidati”.
L’appello rilanciato è quindi quello di un progetto largo, unitario, aperto e competitivo che possa parlare con credibilità al mondo produttivo, alle professioni, ai ceti medi, al mondo della cultura, al civismo.
La linea e il messaggio di Italia Viva, PSI, più Europa e forze Civiche e Riformiste sembra essere chiaro, se si vuole continuare insieme per riprendere palazzo di Giano, le parole d’ordine sono: confronto e soprattutto …. niente fughe in avanti.
Giovanni Capecchi? Riformisti:”Candidatura divisiva”
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