PISTOIA - La preannunciata resa dei conti in casa del Partito Democratico non ha atteso l’esito delle primarie del 12 aprile.
Le fratture interne oramai evidenti a più livelli sono deflagrate dopo che con una lettera 103 iscritti dem hanno annunciato il proprio sostegno a Giovanni Capecchi, primo firmatario il capogruppo a palazzo di Giano, Matteo Giusti.
Una presa di posizione che non è andata giù alla neo segretaria comunale Irene Bottacci che, presa carta e penna, ha parlato di mancanza “di rispetto al Partito Democratico di Pistoia e alla sua comunità politica”.
Il richiamo è alla scelta di presentare la candidatura di Stefania Nesi come “punto di sintesi da cui il Pd ha scelto di ripartire”.
Una presa di posizione, quella di Giusti, che ha spinto la segretaria a mettere discussione la permanenza del capogruppo a rappresentare il Partito Democratico, precisando che le candidature saranno oggetto di una valutazione politica nelle sedi opportune del partito, alla luce della coerenza con la linea di rinnovamento che il Partito Democratico ha scelto.
Parole spiegate dalla stessa Bottacci come un richiamo alla responsabilità, alla luce del ruolo ricoperto da Giusti.
Alle ultime amministrative Giusti è stato il più votato del Pd con circa 400 preferenze e, ironia della sorte, era in ticket proprio con Irene Bottacci.
Giusti, che per il momento ha scelto di non commentare, non è però solo. La lettera a sostegno di Capecchi è stata firmata da altri 3 consiglieri comunali, Antonella Cotti, Lorenzo Boanini e Agostino Fragai; il gruppo è così spaccato esattamente a metà, altrettanti componenti hanno seguito la linea del partito pistoiese, Federica Fratoni, Paolo Tosi, la stessa Bottacci e la candidata Stefania Nesi. Su questo fronte dunque la situazione è dunque di stallo.
Se Giusti ha scelto il silenzio, così non è stato per i vertici regionali del pd che hanno richiamato all’ordine. Nessun riferimento espresso alla posizione di Giusti e degli altri consiglieri comunali dem ma nelle parole del regionale si ricorda come “ogni iscritta e ogni iscritto debba poter esprimere liberamente le proprie opinioni e il proprio sostegno, senza che questo diventi motivo di delegittimazione o, peggio, di minaccia politica”.
Pd: Bottacci “mette alla porta” Giusti
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