PESCIA - Mentre il dibattito pubblico si concentra per lo più su questioni di facciata, una trasformazione profonda sta per ridefinire il panorama dell’istruzione superiore nell’area pistoiese. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, il Liceo Lorenzini e l’Istituto Agrario cesseranno di esistere come entità autonome in virtù dell’accorpamento voluto dal governo. Non si tratta di una semplice operazione burocratica, ma di un drastico piano di dimensionamento volto alla riduzione dei costi gestionali.
Il processo di fusione non attenderà il 2026 per manifestare i propri effetti. La macchina amministrativa è già in moto e i prossimi mesi saranno decisivi per delineare la pianta organica della futura istituzione. Già il 14 Febbraio, è il Termine ultimo per le iscrizioni degli studenti. Questo dato è il termometro della stabilità occupazionale: meno iscritti significano meno classi e, inevitabilmente, meno posti di lavoro.
Entro il mese di aprile, poi, ogni istituto dovrà formulare le proprie graduatorie interne per i docenti di ruolo.
La riduzione del personale ausiliario non è solo un numero su un bilancio, ma un rischio concreto per la sicurezza. Secondo il segretario regionale della Cisl, Meno collaboratori significano enormi difficoltà nel garantire la sorveglianza ai piani e il presidio delle porte, funzioni vitali per la tutela degli studenti.
L’accorpamento tra Lorenzini e Agraria si configura come un esercizio di equilibrismo tra esigenze di bilancio e diritto all’istruzione. Se l’obiettivo primario è il risparmio economico attraverso il taglio di figure apicali e unità ATA, il rischio è che il prezzo venga pagato in termini di efficienza e sicurezza. Il successo di questa fusione dipenderà interamente dalla capacità di gestire un polo vasto e complesso con risorse ridotte, in un contesto dove la vigilanza e la capillarità amministrativa non dovrebbero mai essere considerate voci sacrificabili.
E questo è solo un primo passo di un percorso di ridimensionamento che andrà avanti fino al 2029






