PISTOIA - La riforma degli istituti tecnici 2026-2027, disciplinata dal Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, introduce profonde modifiche organizzative e didattiche per allineare, secondo le intenzioni del Ministro Giuseppe Valditara, l’offerta formativa alle competenze richieste dal PNRR e dal mondo delle imprese
I cambiamenti principali si articolano in diversi punti:
Rimodulazione del monte ore e taglio alle materie di base:
Pur mantenendo il totale di 32 ore settimanali, viene ridotta l’area di istruzione generale a vantaggio delle discipline tecnico-professionalizzanti e dei laboratori. Questo comporta una riduzione delle ore di Italiano (che nel triennio potrebbero passare da 4 a 3 ore settimanali), un drastico taglio della Geografia (fino a una sola ora settimanale in alcuni indirizzi o l’eliminazione totale in quello turistico) e una contrazione delle ore per la seconda lingua straniera.
Nel settore tecnologico-ambientale, materie come Scienze della Terra, Biologia, Chimica e Fisica vengono raggruppate in un unico ambito denominato “Scienze sperimentali”
Il percorso viene diviso nettamente in un’Area di istruzione generale e un’Area di indirizzo flessibile, che nel triennio finale può arrivare a coprire fino a circa un terzo del monte ore
Inoltre, le scuole disporranno di una quota di autonomia pari a 66 ore annue nel primo biennio, fino ad arrivare a 231 ore annue flessibili nel quinto anno
Il Ministero ha suggerito di usare le 66 ore del biennio per potenziare Geografia e la seconda lingua (nel settore economico) o le materie scientifiche (nel settore tecnologico)
Vengono introdotti accordi territoriali stabili tra scuole, imprese, università e ITS Academy per l’uso condiviso di laboratori e tecnologie avanzate
Un’importante novità è la possibilità di inserire esperti esterni provenienti dal mondo del lavoro per insegnare materie altamente specialistiche (come ad esempio la cybersecurity) qualora la scuola manchi di tali competenze
Diventa parte integrante e strutturale del curricolo l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese (metodologia CLIL) a partire dal terzo anno
alla fine del percorso di studi, gli studenti otterranno non solo il diploma, ma anche una certificazione dettagliata delle competenze acquisite, utile a facilitare i colloqui con le aziende e l’ingresso negli ITS
In parallelo al percorso classico quinquennale, diventa strutturale un modello sperimentale di scuola superiore ridotto a 4 anni, con un accesso diretto a 2 anni di alta specializzazione post-diploma agli ITS Academy





