BASKET A2 - E alla fine la luce si è riaccesa. Dopo dieci sconfitte consecutive, l’Estra Pistoia torna a sorridere e lo fa nel modo più liberatorio possibile, battendo Forlì e spezzando una striscia che stava diventando un peso enorme, prima ancora che tecnico, soprattutto mentale.
Pistoia aveva bisogno di togliersi la paura di dosso, di smettere di giocare col freno a mano tirato. E per una sera ci è riuscita, spinta da un pubblico da Serie A, caldo, partecipe, presente dall’inizio alla fine. Da valutare restano le condizioni di Anderson, ma l’americano, al di là dei numeri, ha già lasciato un segno chiaro: leadership, intensità difensiva, presenza. Esattamente ciò che mancava. La sua voce in campo, la sua capacità di tenere alta la concentrazione, sono state un riferimento per i compagni in una partita che andava vinta anche con la testa, non solo con il talento.
E proprio per questo adesso è fondamentale stringersi intorno a coach Sacripanti. Il tecnico tiene a Pistoia e va preservato, cosa che in passato non è accaduta con Tommaso Della Rosa; un errore da non ripetere, perché in questo momento la squadra ha bisogno di stabilità, non di nuove fratture.
L’abbraccio del pubblico a fine gara non deve restare un episodio isolato. Deve diventare un’abitudine. Perché questa Pistoia, se smette di avere paura e gioca come può e come sa, ha un roster competitivo, capace di stare in questa categoria e di giocarsela con chiunque.
La strada è ancora lunga, le difficoltà non sono finite. Ma da qui si riparte. Con più fiducia, con più coraggio. E con una certezza ritrovata: insieme, Pistoia può ancora dire la sua.






