FIRENZE - E’ iniziato questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Firenze il processo per l’omicidio di Salvatore Blandino.
Dell’uomo, 70 anni, residente in via della repubblica a Quarrata, fu denunciata la scomparsa, dalla sorella residente in Sicilia, il 22 giugno dello scorso anno. Scattarono subito le ricerche anche sulle colline del Montalbano, ma ben presto i Carabinieri di Quarrata capirono che non si trattava di una tragica fatalità. Alcune tracce di sangue trovate nell’abitazione dell’uomo – rimaste nonostante i tentativi di pulire la scena del crimine da parte del suo assassino – portarono i Carabinieri di Quarrata, guidati dalla Procura di Pistoia, ad indagare per omicidio. E difatti, esattamente un mese dopo, il corpo del 70enne fu trovato sepolto in un campo a Ferruccia di Agliana, dietro l’opificio in cui il figlio Salvatore lavorava e dove non di rado pernottava.
Immediato fu l’arresto del 42enne, difeso oggi in aula dall’avvocato Enrico Giuntini.
Per lui l’accusa è di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela con la vittima e dai futili motivi. E’ accusato inoltre di occultamento del cadavere e di aver utilizzato indebitamente la carta prepagata del padre, dopo averlo ucciso.
In aula la difesa è tornata a chiedere il rito abbreviato condizionato presentata dal difensore di Blandino, Enrico Giuntini.
L’uomo aveva già confessato al Pubblico ministero Claudio Curreli l’uccisione del padre, ricostruendo però la dinamica come tragico esito di una fatalità.
Le parti in aula hanno concordato sull’acquisizione al fascicolo di vari atti tra cui anche quello relativo alle dichiarazioni di confessione rese al pm Claudio Curreli
In aula anche l’avvocato Caterina Lenzi di parte civile che difende le sorelle della vittima Maria e Ausilia Blandino e il cognato.
Uccise il padre e ne nascose il corpo. Al via il processo
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