Nuovi sviluppi sull'omicidio di Alessio Cini, il tecnico tessile trovato morto semicarbonizzato lo scorso 8 gennaio di fronte alla propria abitazione di Agliana.
Questa mattina presso il Tribunale del Riesame di Firenze si è tenuta l'udienza in merito alla richiesta di scarcerazione di Daniele Maiorino, al momento unico indagato per l'omicidio del cognato, detenuto in via cautelare in Santa Caterina in Brana dallo scorso 18 gennaio.
La decisione in merito all'eventuale attenuazione delle misure cautelari (Maiorino avrebbe chiesto i domiciliari presso la casa dei genitori a Prato) ci sarà nei prossimi giorni; intanto però l'avvocato difensore Katia Dottore Giachino ha presentato nuovi elementi, tesi a rafforzare la tesi – da Maiorino sempre ribadita – della sua completa estraneità ai fatti.
Tra questi, una nuova intercettazione nella quale Maiorino – da solo in auto – direbbe "l'hanno ammazzato questi delinquenti e lo hanno fatto per soldi", che secondo la difesa andrebbe a far perdere di valore quelle indicate dalla Procura come una confessione tra sé e sé, nelle quali Maiorino direbbe invece "l'ho ammazzato".
La difesa ha inoltre presentato un certificato Inail che attesterebbe una lesione al braccio destro di Maiorino, che l'artigiano si sarebbe fatto a seguito di un incidente sul lavoro, che impedirebbe all'uomo di alzarlo di oltre 90 gradi. Questo elemento secondo la difesa non gli avrebbe potuto permettere di sferrare il primo violento colpo alla testa al cognato (alto quasi 2 metri).
Inoltre in altri soliloqui Maiorino avrebbe indicato come arma del delitto (ancora non trovata) un bastone o paletto di legno, mentre, secondo quanto evidenziato dalla difesa, la Procura ha sempre indicato come arma del delitto una spranga di metallo.
Marta Quilici






