Al Salone internazionale del vino di Verona spazio alle nuove tendenze: prodotti senza alcol e senza derivati animali conquistano curiosi e appassionati.
VERONA – Al Vinitaly 2025 non ci si limita più a degustare. Si riflette, si ride, e ogni tanto ci si chiede: “Ma questo è ancora vino?”.
Perché tra le novità più chiacchierate dell’edizione di quest’anno ci sono i vini vegani e i vini dealcolati, due tendenze che stanno riscrivendo le regole di un settore da sempre legato alla tradizione.
Se togli l’alcol al vino, resta il gusto. Se togli anche ogni derivato animale, resta… la filosofia. E magari una bella etichetta green. Ma i produttori che puntano su queste alternative non sembrano avere dubbi: il pubblico c’è, e cresce.
"I giovani consumatori cercano sempre più prodotti sostenibili, etici e leggeri", ci spiegano alcuni espositori presenti al salone. "Il vino vegano esclude l’uso di chiarificanti di origine animale, mentre quello dealcolato risponde a chi vuole brindare senza sensi di colpa."
Tra i padiglioni, curiosi e scettici si alternano davanti agli stand. C’è chi annusa il calice con sospetto e chi si convince al primo sorso. E nel frattempo, la domanda sorge spontanea: “Ma domani avremo anche il vino senza uva?”
Per ora i sommelier possono dormire sonni tranquilli: accanto alle nuove proposte veg e light, il Vinitaly 2025 continua a offrire il meglio della tradizione enologica italiana, con i grandi rossi toscani, i bianchi profumati del nord e le bollicine che fanno battere il cuore.
Tendenze vino 2025, vino vegano, vino dealcolato, Vinitaly 2025, nuove frontiere del vino: qualunque sia il vostro interesse, una cosa è certa — il vino continua a evolversi. Anche se, ogni tanto, serve un pizzico d’ironia per mandarlo giù.
Simone Gai






