MONTECATINI TERME - L’amministrazione comunale di Montecatini Terme ha fatto il punto sulla critica situazione della piscina comunale, chiusa da mesi per motivi di sicurezza. Durante un incontro coi giornalisti, il sindaco ha evidenziato come la struttura paghi decenni di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, definendola lo specchio dello stato di abbandono in cui è versata la città negli ultimi vent’anni
La decisione di chiudere l’impianto interno è scaturita da una relazione tecnica dell’ottobre 2023, ereditata dalla precedente amministrazione, che dichiarava l’edificio privo dei necessari requisiti di sicurezza sismica e strutturale. Ulteriori indagini hanno rivelato cementi armati degradati e gravi perdite d’acqua nelle vasche. Inoltre, il contratto con il precedente gestore, scaduto a gennaio 2026, non poteva essere rinnovato o prorogato per esplicito parere dell’ANAC, a causa di criticità emerse fin dalla sua stipula nel 2011
Il costo stimato per un ripristino totale della struttura attuale si aggira intorno ai 9 milioni di euro, una cifra ritenuta difficilmente sostenibile per il bilancio comunale.
Mentre l’iter per la soluzione definitiva si preannuncia lungo, la giunta sta valutando la possibilità tecnica di una riapertura parziale della vasca esterna per la stagione estiva, previa verifica delle norme di sicurezza e delle condizioni degli spogliatoi
Il piano di partenariato pubblico-privato (PPP) proposto per la piscina comunale consiste in un accordo in cui soggetti privati si fanno carico dell’investimento e dell’esecuzione dei lavori di riqualificazione o ricostruzione dell’impianto.
Attualmente, il piano si articola in questi punti chiave:
Manifestazione di interesse esplorativa: Il Comune ha aperto una procedura pubblica per raccogliere proposte. Qualsiasi soggetto privato può presentare un progetto (anche con un piano di fattibilità tecnico-economica “leggero”) per illustrare come metterebbe a posto e gestirebbe la struttura, indicando le cifre necessarie.
Nessun costo o impegno iniziale per il Comune: La ricezione e valutazione di queste proposte non costa nulla all’amministrazione, la quale non si impegna a versare alcun compenso per i progetti presentati, né concede diritti di prelazione. Inoltre, il Comune non spenderà un solo euro fino a quando il privato non consegnerà le chiavi dell’impianto finito e funzionante.
Sostenibilità economica tramite canone: Poiché il costo stimato per il rifacimento totale della piscina (circa 9 milioni di euro) è difficilmente sostenibile per le casse comunali in un’unica soluzione, il PPP funziona in modo simile a un leasing o a un finanziamento. Il privato anticipa i capitali per i lavori e, una volta che la piscina è aperta, il Comune inizierà a pagare una rata o un canone periodico.
Tipologia di interventi: I privati possono proporre diverse soluzioni, inclusa la demolizione parziale o totale e la ricostruzione della struttura. Questo potrebbe significare, ad esempio, sostituire le vecchie strutture in cemento armato degli anni ’80 con coperture in legno lamellare, molto più moderne e meno costose da mantenere nel tempo.
Questa fase esplorativa servirà a capire se il canone annuale richiesto sarà sostenibile per il bilancio del Comune. Una volta individuato il progetto migliore e il suo “promotore”, l’affidamento vero e proprio avverrà tramite un bando di gara ufficiale.





