Botta e risposta fra la pro Loco di Vellano, frazione collinare di Pescia, e l’amministrazione comunale.
Oggetto della discussione… la situazione di degrado del campo sportivo dello stesso paese della svizzera pesciatina.
Nei giorni scorsi la Pro Loco aveva accusato il vice sindaco Luca Tridente di non aver ottemperato alla promessa di dare una risposta in tempi celeri alla proposta dello stesso ente di rimettere in sesto l’impianto.
“Il campo sportivo – si legge in una nota della Pro Loco – che si trova tra le frazioni di Vellano e Macchino, giace abbandonato da anni. La Pro Loco di Vellano si era fatta promotrice di un progetto di recupero (a proprie spese) già dal febbraio 2025. Il progetto dettagliato, che avrebbe riunito tutta la comunità montana di zona, fu inviato in comune ed era, a detta del Vicesindaco Luca Tridente, in fase di approvazione già il 24 aprile 2025 dopo una istruttoria formale, al termine della quale il campo sportivo sarebbe stato concesso alla Pro Loco di Vellano: l’unica ad aver avanzato la richiesta”.
Successivamente sarebbero arrivate rassicurazioni dallo stesso Sindaco Franchi; poi il silenzio… “fino ad arrivare – si legge ancora nel comunicato – alla data fatidica data del 6 dicembre 2025 in cui i delegati della Pro Loco hanno scoperto che nessuno in Comune, presso l’ufficio tecnico, aveva mai ricevuto il progetto stesso”.
Sull’argomento è quindi intervenuta l’Amministrazione Comunale per alcuni chiarimenti: “Il campo sportivo di Vellano – ha sottolineato il Vice Sindaco Tridente – risulta abbandonato da anni e vandalizzato varie volte, come dimostra anche lo stato dei luoghi e le condizioni del campo letteralmente rovinato dal passaggio di ungulati. Nel corso di quella seduta non ho mai affermato che il bando sarebbe stato predisposto in 15 giorni. Ho invece parlato di alcune settimane necessarie al completamento dell’istruttoria amministrativa”.
“Allo stesso modo, non corrisponde a realtà il fatto che al 6 dicembre scorso l’ufficio tecnico non fosse a conoscenza della proposta”.
“Non si tratta dunque di due anni di promesse – ha proseguito Tridente – bensì di un anno di interlocuzione. Inoltre, è bene ribadire che l’assegnazione di un bene comunale richiede obbligatoriamente la pubblicazione di un bando pubblico e non può avvenire in forma diretta”.
L’Amministrazione sottolinea inoltre come le attuali tempistiche siano influenzate dalla carenza di personale e dall’elevato carico di lavoro degli uffici, fattori che stanno incidendo sui tempi di gestione delle pratiche.
“Una volta conclusa l’istruttoria – ha aggiunto l’amministratore – sarà nostra premura fornire tempestivi aggiornamenti, a partire dall’associazione direttamente interessata”.






