FIRENZE - Il caso di Amiy, la ragazza con disabilità motoria costretta a fare i conti con i pesanti disservizi del trasporto pubblico locale in Valdinievole, è ufficialmente arrivato in Consiglio regionale. La vicenda ruota attorno all’obbligo imposto da Autolinee Toscane di prenotare il viaggio ben 48 ore prima tramite un sistema complesso e spesso inefficiente. Una norma definita “vergognosa” che limita la libertà personale e che, in passato, ha persino costretto la donna a percorrere chilometri in carrozzina dopo essere stata lasciata a terra a causa di pedane non funzionanti o autisti impreparati. Per porre fine a questa situazione, i consiglieri di Fratelli d’Italia (Petrucci, Fantozzi, Tucci e Veneri) hanno presentato una mozione che chiede l’abolizione immediata della clausola delle 48 ore. L’iniziativa, sostenuta in modo trasversale anche dal consigliere Jacopo Melio del Partito Democratico, ha l’obiettivo di garantire il diritto fondamentale a una mobilità dignitosa e senza preavviso per tutte le persone con disabilità.
Nella seduta odierna l’aula ha stabilito di rinviare l’atto in Commissione, dove nei prossimi giorni prenderà il via un percorso istituzionale condiviso che prevederà anche l’audizione dei vertici di Autolinee Toscane






