PISTOIA - “Grazie, è un piacere essere qui a Pistoia, è la prima volta ma non sarà l’ultima”.
Così Emmanuel Carrère ha salutato le tante persone arrivate al teatro Bolognini per incontrarlo in occasione della consegna del premio internazionale Dialoghi di Pistoia. Lo scrittore, sceneggiatore e regista francese ha ricevuto il riconoscimento da Luca Gori, presidente della Fondazione Caript, ente che con il comune organizza il festival di antropologia del contemporaneo, evento che ha animato Pistoia dal 22 al 24 maggio scorsi, e che in quella che è stata la diciassettesima edizione, ha visto approfondire il tema del “corpo”.
Una scrittura quella di Carrère che, è stato sottolineato, fa risuonare la grande Storia dentro la cronaca familiare e le tappe più intime della vita dentro i destini del mondo. Tra le sue opere più importanti e conosciute “L’avversario”, “Limonov”, l’ultima è il romanzo “Kolchoz”.
Un autore che, si legge nella motivazione del premio “ci insegna che la ricerca della verità non è un esercizio intellettuale, ma una necessità vitale, una sorta di bussola per orientarsi e resistere nelle tempeste della storia e nelle avversità della vita”.
Nell’albo del premio dei dialoghi quello di Carrère si aggiunge, tra gli altri a quelli di importanti figure del nostro tempo, come Amitav Ghosh, Dacia Maraini e David Grossman.
A Emmanuel Carrère il premio dei “Dialoghi”
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