PISTOIA - Tanto olio, quasi come nel 2024, di altissima qualità, ma quanto ci costi.
E’ una stagione positiva quella del 2026 per gli olivicoltori che attesta in Toscana una resa in frantoio di oltre il 12%, con la produzione che potrebbe superare del 35-40% le medie degli ultimi anni. Frantoi presi d’assalto, dunque, nel pieno della stagione di frangitura.
Un’età dell’oro che tuttavia subisce, così come in altri settori, le pesanti ripercussioni del caro energia che sta interessando tutta Europa. L’aumento dei costi per i frantoi rappresenta perdite attestabili intorno al 30%. Tra queste ci rientra il trasporto della sansa, ossia il residuo solido che rimane dopo la spremitura o la frantumazione delle olive, spesso utilizzato come combustibile.
Infine i frantoi lamentano una situazione ormai consueta negli ultimi anni. In tanti vorrebbero frangere le olive nei 15 giorni che vanno dall’ultima settimana di ottobre alla prima di novembre, seppur la stagione sia già iniziata e terminerà ad inizio dicembre. Una situazione che rischia di mettere in crisi molti frantoi.
Frantoi: tanto olio e di qualità. Ma il caro energia incide
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