La quinta sconfitta consecutiva della Estra Pistoia mette in mostra un segnale preciso. E' iniziata la fase di non ritorno e se qualcuno non si metterà velocemente una mano sulla coscienza, l'annata potrebbe diventare davvero tragica.
Dopo due avvicendamenti in panchina, cambiamenti nel roster, giocatori palesemente in ritardo di condizione ed una costruzione tecnica più che opinabile fin dall'inizio, adesso diventano evidenti ed imbarazzanti situazioni che ai più erano già parse lampanti.
Un minutaggio spropositato per alcuni giocatori, a Maverick Rowan fischiano le orecchie già da un pò, allenatori arrivati immaginando una situazione difficile, ma che non si sarebbero mai aspettati una contesto cosi istrionico, giocatori italiani che hanno considerazione pari a ragazzini delle juniores. Se i sei punti avevano malcelato tutto il malumore latente, le cinque sconfitte di fila hanno scoperchiato un vaso di Pandora che ribolle come un pentolone per il pranzo di Natale.
Ed in tutto questo caos disorganizzato, la squadra comunque continua a giocarsela fino alla fine ed anche oltre, vedi la gara a Scafati terminata al secondo supplementare, ed è assolutamente ancora in corsa per giocarsi la salvezza, che a questo punto diventa un obiettivo da raggiungere con le unghie, con i denti, ma soprattutto con un minimo di buon senso da parte di tutti.
Ci avevano promesso divertimento, coppe europee e lato sinistro del tabellone; ci ritroviamo con tifosi scioperanti, sponsor interdetti, entusiasmo dalle stelle alle stalle e non è certo quella del bambin Gesù.
Il presidente Rowan è un rebus ad intarsio, tanta la difficoltà a capire quali siano le sue reali intenzioni, ambizioni e soprattutto quali siano le prospettive che attendono i colori biancorossi. Chi può salvare Pistoia? Forse Pistoia stessa.
Leonardo Cecconi






