RIETI - Passano dalla custodia cautelare in carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico cinque ultras della Sebastiani Rieti indagati per l’agguato al pullman del Pistoia Basket il 19 ottobre scorso che costò la vita al secondo autista del mezzo, Raffaele Marianella.
Nei giorni scorsi infatti il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta avanzata dai legali di quattro componenti del gruppo di tifo organizzato reatino che erano stati condotti in carcere il 26 giugno scorso, ossia Giuseppe Aguzzi, Luigi Vagni, Francesco Pastorelli e Matteo De Santis.
Nelle ultime ore è arrivata la conferma del passaggio ai domiciliari anche per Kevin Pellecchia, il tifoso arrestato il giorno dopo l’agguato sulla Rieti-Terni, il quale non aveva escluso come la pietra che uccise Marianella potesse essere quella lanciata da lui stesso. Il 20enne, secondo la Procura, si sarebbe dimostrato collaborativo con le forze dell’ordine fornendo dettagli e particolari così da ricostruire la verità in merito alla vicenda.
Tuttavia Pellecchia non potrà uscire fin quando il carcere di Rieti non riuscirà a trovare un braccialetto elettronico libero, dato che oggi sono tutti esauriti.
I cinque tifosi si aggiungono a Flavio Perotti, altro ultras di Rieti, per cui erano già stati disposti gli arresti domiciliari a fine giugno.
Restano invece in carcere Manuel Fortuna e Alessandro Barberini, arrestati dalla polizia il 20 ottobre scorso insieme a Pellecchia. Per loro il Riesame aveva accolto il ricorso limitatamente al secondo capo d’imputazione, mentre continua a essere efficace la misura cautelare originariamente applicata per il primo capo.
Tutti gli otto tifosi coinvolti sono accusati infatti di omicidio pluriaggravato in concorso per la morte di Marianella e il tentato omicidio pluriaggravato, sempre in concorso, dell’autista che era alla guida del mezzo.
Adesso si attende soltanto la richiesta di rinvio a giudizio che la procura reatina sta formalizzando.






