TOSCANA - E’ polemica per l’aumento dei prezzi dei biglietti del trasporto pubblico locale in Toscana.
Da un euro e settanta centesimi infatti il costo di un biglietto dell’autobus è salito a due euro, con un aumento dell’8%.
Che l’aumento ci sarebbe stato era noto, dato che il contratto firmato 10 anni fa tra Regione e Autolinee Toscane prevedeva il totale arbitrio del gestore ad aumentare i costi dei tagliandi, di pari passo con la crescita dell’inflazione.
Il coltello dalla parte del manico quindi lo aveva a tutti gli effetti Autolinee e la Regione, come spiegato anche dal Presidente Eugenio Giani, ha cercato di non opporsi a questa situazione, che avrebbe portato inevitabilmente ad un contenzioso, bensì a trattare per trovare una linea d’intesa comune. E l’intesa in effetti è arrivata, grazie ad uno stanziamento di risorse della Giunta di circa 12 milioni di euro, necessari a far sì che l’aumento per gli autobus non superasse i 2 euro previsti. Non solo. Perché gli aumenti erano previsti anche per il trasporto ferroviario e i soldi stanziati serviranno anche per calmierare gli aumenti anche in questa direzione. Per prendere un treno il costo del biglietto singolo aumenterà di circa il 5%, mentre resterà invariato il prezzo degli abbonamenti.
Contrarie le opposizioni in consiglio regionale.
A Pistoia in particolare è stato il Sindaco Giovanni Capecchi a ribadire la “forte preoccupazione per i rincari che vanno contro all’idea di una città con mobilità sostenibile”. Della stessa idea Fratelli d’Italia e Avanti Pistoia che puntano comunque il dito nei confronti del Sindaco chiedendo di “difendere la città cercando di ottenere risposte concrete dalla Regione”. “Ancora a pagare sono i più deboli” secondo Potere al Popolo. “Chiediamo un atto formale del Comune di Pistoia che chieda un rapido passo indietro della Regione Toscana” la posizione di Rifondazione Comunista.





