la Regione Toscana è la prima Regione in Italia ad aver approvato una legge sul fine vita. La proposta di legge, di iniziativa popolare, è arrivata in aula grazie all’associazione Luca Coscioni supportata da oltre 10mila firme.
La legge mira a stabilire una procedura omogenea per l'assistenza al suicidio medicalmente assistito in tutta la Regione Toscana.
Stabilisce i tempi per la procedura (20 giorni complessivi) e prevede la gratuità delle prestazioni sanitarie, includendo i costi di medicinali e attrezzature (considerata prestazione extra-LEA), che non dovrebbe superare i 10.000 euro annui. Viene infine confermata la volontarietà della partecipazione del personale medico e sanitario.
Con l’approvazione di questa legge la Toscana è la prima Regione a dotarsi di una legge sul fine vita.
Tra i requisiti, l’ essere affetti da una patologia irreversibile, essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale. Avere la piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Esprimere un proposito di suicidio formato in modo libero, autonomo, chiaro e univoco.
l’obiettivo è quello di garantire alle persone malate che intendono accedere al suicidio assistito la necessaria assistenza sanitaria
La legge è stata approvata con i voti favorevoli dei partiti di maggioranza, Partito Democratico e Italia Viva con il supporto del Movimento 5 Stelle. Contrari Lega, anche se il leader del carroccio ha lasciato libertà di coscienza, Fratelli d’Italia e Forza Italia, il cui consigliere Marco Stella aveva sollevato una pregiudiziale di legittimità costituzionale, sostenendo che la materia rientra nella competenza esclusiva dello Stato. Pregiudiziale che è stata respinta.
ino ad ora le singole Aziende Sanitarie hanno applicato le sentenze della Corte Costituzionale del 2019 e del 2024, che hanno definito i requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito in modo autonomo, a seguito di autorizzazioni da parte dei tribunali per singoli casi
Massimo Pannocchi






